SANTUARIO DI CARAVAGGIO: PREGHIERE INOLTRATE ANCHE VIA MAIL

di Carlo Radollovich
caravaggioUna curiosa novità, al passo con i tempi, si osserva presso il noto santuario di Caravaggio, dedicato al culto di Santa Maria in Fonte, voluto da San Carlo Borromeo e progettato dall’architetto Pellegrino Tibaldi. Su quest’area, secondo la tradizione popolare, la Madonna apparve ad una giovane contadina nel maggio del 1432.
Da quando il tempio venne aperto ai fedeli (oltre un secolo dopo la sua progettazione, risalente al 1570) un grande numero di pellegrini ha raggiunto questa località per pregare la Vergine, chiedendo grazie e intercessioni.
Ora, le preghiere possono salire al Paradiso anche per e-mail dopo aver cliccato sull’icona della Madonna che appare sulla home page del nuovo portale del Santuario. Sulla pagina che si apre, la persona può liberamente compilare una preghiera o scrivere una semplice frase di carattere religioso.
Inizialmente, il sistema on-line era decisamente lento e necessitava di particolari modifiche. Adesso, ci si può collegare celermente e questa facilità di contatti può essere particolarmente utile per tutti coloro che non sono in grado di recarsi fisicamente al santuario, avendo comunque la possibilità, informaticamente, di raccogliersi in preghiera compilando una supplica.
Le letterine compilate via e-mail vengono stampate e depositate sull’altare unitamente agli scritti di coloro che si sono recati al santuario di persona.
Nell’anno del Giubileo della Misericordia, il collegamento informatico, effettuato grazie al nuovo portale, può senz’altro favorire espressioni di fede pura o magari alimentare in noi quelle fiammelle di devozione e religiosità, forse affievolitesi nel corso degli anni.
Di sicuro, la potenzialità del sito ha favorito un gran numero di riscontri, non solo da parte dei credenti, ma anche da parte di agnostici o scettici.
E i religiosi auspicano che, con l’applicazione aggiuntiva di regole supermoderne, la nostra fede possa risultare ulteriormente rafforzata e in grado di espandersi ovunque.

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