LA GRANDE SECCA DEI LAGHI E DEI FIUMI LOMBARDI

di Carlo Radollovich

poSi sperava, la scorsa settimana, che l’aria umida proveniente dai Balcani potesse favorire il formarsi di un’auspicata perturbazione, mai così tanto desiderata nell’arco degli ultimi mesi.

Non solo per  abbassare la forza inquinante delle famigerate polveri sottili, ma anche per ridare “linfa vitale” ai nostri fiumi e laghi, tanto bisognosi di ricevere cospicue quantità d’acqua.

E invece le piogge sono state decisamente insufficienti e confidiamo ora nella comparsa di consistenti formazioni nuvolose, foriere – così viene preannunciato dai vari servizi meteo – di pioggia e neve a partire da domani.

In condizioni particolarmente precarie versa il lago di Como, il cui livello è sceso di venti centimetri sotto lo zero idrometrico. Desta preoccupazione anche lo stato attuale di diversi tratti di riva. Infatti, essendo alcune sponde non più irrorate dall’acqua da parecchie settimane, esse si riempiono di numerose fessure che rischiano di sgretolare la parte muraria delle sponde stesse. Il tutto viene accuratamente monitorato, ma i vari tecnici non nascondono inquietudini.

La navigazione lacustre, relativa ai battelli che svolgono servizio pubblico, è per il momento normale. Ma si nutrono comunque timori qualora la situazione non migliorasse.

Uno sguardo sul lago nei pressi di Villa Oleandra, residenza  lariana di George Clooney, fa capire come il livello dell’acqua sia giunto a livelli mai così bassi da parecchi anni.

Da notare che alcuni Comuni rivieraschi hanno già varato alcune misure che riguardano la limitazione dell’acqua per diversi scopi e non si nascondono disagi per i cittadini, difficoltà che, speriamo di sbagliarci, potrebbero manifestarsi entro breve tempo. In ogni caso va segnalato che i rubinetti di diversi paesi, nel corso della notte, vengono chiusi.

E che dire delle magre del Po e del Ticino ? Le loro ampie anse sono solo un ricordo (vedi foto del maggiore fiume italiano) e si presentano di dimensioni assai ridotte; ai lati è sempre più visibile una marcata dose di pietrisco che rende l’immagine quasi impressionante.

Questi corsi d’acqua sembrano assomigliare a certi fiumi dell’Italia meridionale, quando d’estate, tra una piana e l’altra, faticano ad arrivare al mare…

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