SPERANZE (COSTOSE) PER IL GRAN PREMIO DI MONZA 2016

di Carlo Radollovich

gpmonzaDa circa una anno, tra difficoltà e polemiche d’ogni genere, Bernie Ecclestone, responsabile della struttura che si occupa del campionato automobilistico mondiale, dichiara alla stampa senza mezzi termini che per poter disputare il prossimo GP di Monza occorrerà sborsare niente meno che 27 milioni di dollari.
Per contro, il presidente dell’ACI Italia (che entro il corrente mese incontrerà Ecclestone) propone un tetto massimo di 20 milioni di dollari per rinnovare il contratto di concessione per Monza, ormai in via di scadenza.
Non esistono al momento precise certezze di poter giungere ad un accomodamento della delicata questione, ma l’Automobil Club è fiduciosa di poter concludere la spinosa pendenza con il versamento dei citati 20 milioni, tentando contemporaneamente di coprire costi e tariffe varie sino al 2023.
Per la verità, nel dicembre dello scorso anno, il nostro Parlamento ha introdotto nella Legge di Stabilità un emendamento, battezzato “Salva GP”, grazie al quale si autorizza l’ACI ad utilizzare in parte le risorse accantonate dal PRA (Pubblico Registro Automobilistico).
E una buona notizia giunge anche dalla Regione Lombardia, l’ente che è entrato a far parte ufficialmente della proprietà del Consorzio di gestione (pure legato all’autodromo), portando come “corredo” l’apprezzabile somma di 70 milioni di euro.
In ogni caso, salvo variazioni dell’ultima ora, due terzi dell’importo dovuto verrebbero saldati tramite il PRA mentre il restante terzo verrebbe sborsato direttamente dall’ACI.
Insomma, il proverbiale bicchiere sembrerebbe mezzo pieno e tutti gli sportivi di Formula 1 si augurano sinceramente che questa grana sportiva (e non solo) vada felicemente in porto.
Del resto, una corsa automobilistica tanto prestigiosa e dalle caratteristiche internazionali affermatesi da decenni, non può essere assolutamente penalizzata con l’immeritata esclusione dal giro delle gare di Formula 1.

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