In vigore la legge anti-burqa

di Carlo Radollovich

anti burqaDal primo gennaio è stata varata una precisa legge: in ospedali e uffici è vietato l’ingresso con il volto coperto e ciò sta a significare che i vari passamontagna, caschi, niqab e velo integrale devono essere opportunamente tolti dal capo e dal viso prima di accedere.
Un’avvertenza in tal senso è apparsa con apposite indicazioni affisse all’ingresso di cliniche, sedi regionali e Asl.
Come previsto, sono sorte polemiche a seguito di questo provvedimento. Alcuni sottolineano l’inutilità di esporre cartelli soprattutto in aree ospedaliere, ove è fattore primario venire incontro alle sofferenze dei pazienti anziché affiggere certi avvisi che creano spesso forti tensioni. E qui lo spirito polemico è decisamente robusto.
Altri replicano affermando che l’impegno nei confronti della cittadinanza è stato finalmente rispettato e che il dovere della riconoscibilità delle persone deve essere sempre e assolutamente mantenuto. In sostanza, la sicurezza per i cittadini costituisce elemento assai importante da tenere in stretta evidenza quando si varcano le soglie di certi edifici.
Per la verità, alcune associazioni islamiche affermano che presentarsi con il volto coperto è del tutto sconveniente e viene perciò richiesto di rimuovere tutto ciò che nasconde il viso. E si conferma che presentarsi con il volto coperto non ha niente a che vedere con la religione, ma soltanto con le disposizioni emesse dalle forze dell’ordine.
In ogni caso, si spera che venga applicato in ogni circostanza il buon senso, ovviamente di ispirazione comune, senza creare presso i vari fronti antipatiche ruggini o addirittura frizioni.

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