PHOTOANSA2015: GLI SCATTI PIÙ BELLI E UNA TAVOLA ROTONDA SUL “DOPO EXPO”

A cura della Redazione

Presso la Sala Azionisti del Palazzo Edison, in Foro Buonaparte, è stato presentato il libro di fotografie, presenti nel portale ansafoto.ansa.it, realizzato dai fotografi dell’Ansa, un’occasione per ricordare e riflettere sugli avvenimenti più importanti dell’anno che sta per concludersi, ma anche l’opportunità di dibattere, in una tavola rotonda con un panel di tutto rilievo, il tema del “Dopo Expo” che riguarda il futuro di Milano e dell’intero Paese.

Giulio Anselmi, Presidente Ansa, ha sottolineato il fatto che per la prima volta questo volume viene presentato, oltre che al Senato a Roma, anche a Milano, città che si prepara a raccogliere l’eredità di Expo, sfruttandone le enormi potenzialità di sviluppo. Anselmi ha rilevato l’importanza della fotografia come strumento informativo e la difficoltà di realizzare la “foto giusta al momento giusto”, secondo un vecchio adagio giornalistico, in grado di cogliere e interpretare la realtà nel modo più efficace. Le foto riguardano la vita in tutti i suoi aspetti, spettacolo, sport, politica, ma si soffermano in particolare sui temi che hanno più caratterizzato l’anno che sta per concludersi, dai fenomeni geopolitici, al terrorismo, all’immigrazione, ecc. A proposito delle immagini riguardanti Expo, il Presidente Ansa ha messo in rilievo che la manifestazione, da considerarsi punto focale per il Paese, è riuscita straordinariamente bene e ha dimostrato come gli italiani siano stati ottimamente capaci di organizzarla.

Il Presidente del Consiglio Regionale della Lombardia, Raffaele Cattaneo, dopo un breve cenno di saluto, ha ricordato che la buona informazione è alla base di una democrazia sana e l’immagine possiede in sé la forza per dare agli avvenimenti che descrive un senso più profondo.

Il Direttore Ansa, Luigi Contu, ha presentato un filmato dai mille volti che sintetizza in pochi minuti gli scatti più importanti realizzati dai fotografi Ansa. Sono state proposte significative immagini riguardanti, tra l’altro, l’elezione di Mattarella, il viaggio del Papa in America, la strage di Parigi. E’ possibile vedere il video sul portale Ansa, la cui continua crescita è confermata dal picco di 15 milioni di utenti unici, raggiunti il mese scorso.

La tavola rotonda, moderata da Fabio Tamburini, vice Direttore Ansa, aveva per tema, come ricordato, “Dopo Expo 2015. Milano capitale europea della ricerca avanzata”. Tamburini, prima di introdurre gli ospiti, ha ricordato che in quella stessa Sala Azionisti (allora Montedison) aveva avuto inizio la sua carriera professionale, che si è sviluppata, anche seguendo le diverse gestioni dell’azienda da Cefis a Schimberni, da Gardini a Rossi.

E’ un azzardo definire Milano la capitale europea della ricerca avanzata? Secondo Tamburini, no. Nello spazio ex Expo (110 ettari), come noto, verrà realizzata la cittadella dell’innovazione per far coesistere formazione, ricerca e aziende. Il progetto sulla carta è prestigioso, però occorrono, accanto ai finanziamenti necessari, progetti chiari, obiettivi ben definiti e un lavoro di squadra serio e condiviso, oltre al superamento di certi problemi endemici, come ad esempio la corruzione.

Il primo ospite, Ivan Lobello, Presidente Unioncamere, è d’accordo sul quadro di insieme. Milano ha fatto enormi progressi. E’  indispensabile però che università e strutture di ricerca sappiano mettere a fattor comune (ha usato il termine “densità”) competenze, risorse, professionalità. Expo deve rappresentare uno spazio vitale e aperto, solo così Milano potrà diventare la città “pivot” dell’intero Paese.

Gabriele Galateri di Genola, Presidente delle Assicurazioni Generali e dell’Istituto Italiano di Tecnologia, ha sottolineato che l’innovazione deve rappresentare la chiave di volta del sistema. Per questo è indispensabile avere una mission, dei tempi precisi da rispettare e un piano scientifico ed economico che la supporti. Affrontando soprattutto le nuove tecnologie, tra le quali ha segnalato la genomica umana. Ha concluso ribadendo che Milano è diventata internazionale a tutti gli effetti e andrà incontro a vere e significative prospettive, seguite da numerose realtà.

MARONI
Roberto Maroni Presidente Regione Lombardia

Roberto Maroni, Presidente della Regione Lombardia,  ha esordito elogiando il libro Ansa che ha giudicato ancora più bello rispetto ai precedenti. Ha poi tenuto a precisare che la Lombardia è già una regione di eccellenza, non parte da zero. Tutte le altre Regioni sono state superate e disponiamo qui di numerosi “parchi tecnologici”, anche a livello medico. L’1,6% del Pil è riservato all’investimento in ricerca e innovazione. La percentuale più alta in Italia. Il Dopo Expo, a parte alcuni problemi sulla proprietà delle aree, e qualche polemica sui contributi da parte dello Stato, dispone delle risorse necessarie per affrontare il futuro. Prima si dovranno smantellare i padiglioni dei Paesi espositori (entro aprile 2016) poi da maggio (dopo un concerto che si terrà nell’area) si potrà partire con i nuovi progetti. Anche se con l’iniziativa Fast Post Expo, le aree disponibili potranno nel frattempo essere utilizzate per varie attività di servizio. Ha auspicato infine che cittadini e turisti, la prossima estate, possano frequentare l’area.

La Vice Sindaco Francesca Balzani con Luigi Contu Direttore Ansa
La Vice Sindaco Francesca Balzani e Luigi Contu Direttore Ansa

La Vice Sindaco di Milano, Francesca Balzani, che si è autodefinita “la donna dei numeri”, si è congratulata anzitutto per l’ottima riuscita di Expo, grazie anche ad un ottimo gioco di squadra che non dovrà essere interrotto. E’, peraltro, convinta che ogni attività messa in atto per il Dopo Expo dovrà essere svolta tenendo conto di tale gioco d’équipe, che preveda in ogni caso il dialogo e la collaborazione tra le varie parti in causa. E’ vero che la ricerca, nel suo stesso DNA, prevede una componente di competizione, ma è anche vero che solo collaborando, anche a livello multidisciplinare, è possibile ottenere grandi risultati, soprattutto in ambiti, come le nanotecnologie e le tecnologie molecolari, sempre con un respiro di prospettiva internazionale. Ha concluso auspicando che si possa spiccare un autentico “volo” seguendo il modello IIT, senza dimenticare l’applicazione della giusta strategia, una studiata strategia che provochi per l’appunto una significativa “spinta” internazionale.

Valerio Battista, Amministratore Delegato di Prysmian, ha presentato la sua azienda che è una grande multinazionale, ma ben radicata a Milano, dove svolge l’attività primaria di ricerca e sviluppo. Non è facile trasferire i “cervelli” in un luogo, magari più comodo dal punto di vista fiscale, quando qui si possono offrire scuole internazionali, aeroporti ben connessi, strutture che facilitano la vita dei manager. Milano, anzi, potrebbe diventare una città ancor più attrattiva per altri manager non italiani, sempre a condizione che i servizi offerti siano all’altezza delle attese.

Il Presidente del MIP, Politecnico di Milano,  Andrea Sianesi, ha ricordato che il mondo della ricerca è in continuo cambiamento e può essere affrontato solo mettendo insieme come “massa critica” le risorse di diverse università in modo che le innovazioni arrivino alla maturità nello stesso tempo e trovino subito con le imprese accordi per la loro applicazione. L’ambiente in cui si deve lavorare deve essere stimolante, favorire il gioco di squadra, e aperto a qualsiasi contributo in chiave multidisciplinare. Ha concluso il proprio intervento affermando che Expo ha dimostrato chiaramente che esiste la possibilità di collaborare fra diverse istituzioni.

Gli intervenuti al dibattito
Gli intervenuti alla tavola rotonda

Un breve dibattito su questi temi tra i vari relatori ha approfondito alcuni punti, tra i quali la competizione con le università cinesi – si è fatto l’esempio di un ateneo cinese nel quale studia più di un milione di giovani – segnalando, peraltro, che nel nostro Paese la qualità dei nostri laureati è superiore, anche se, in qualche caso, va migliorata la didattica, in rapporto all’autonomia degli istituti, rendendo sempre più rigorosa la capacità di valutazione.

Fabio Tamburini ha poi chiesto quali dovranno essere le priorità e gli errori da evitare per quanto riguarda il Dopo Expo. Tra le priorità, sono state rilevate: la rapidità nel presidiare le aree destinate al progetto, l’impegno a fare qualcosa di importante, la definizione delle risorse finanziarie, la flessibilità rispetto al cambiamento in atto e la forte responsabilità della classe dirigente, oltre alla continuità sui progetti già definiti. Come errori da evitare quasi tutti hanno concordato sul fatto che occorre lasciare da parte le polemiche, concentrandosi sulle cose da fare: discutere, se il caso lo richiede, ma senza dividersi sugli obiettivi comuni.

L’immagine che ne esce appare ottimistica. Come al solito, saranno i fatti e le scelte che man mano si compiranno a decretare la validità degli auspici.

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