L’ISTRUZIONE MILANESE NEL SETTECENTO

di Carlo Radollovich
Nel secolo XVIII, l’istruzione era prevalentemente destinata alle classi nobili e veniva in pratica gestita dalle sole autorità religiose.
A Milano spiccavano su tutte i padri Gesuiti del Collegio di Brera, ma nel 1773 la Compagnia fu sciolta da papa Clemente XIV. Quale fu il motivo ? Il pontefice dovette ammettere a malincuore che i Gesuiti erano stati espulsi da diverse nazioni europee, Russia esclusa, nazioni che da tempo mostravano forte insofferenza per il loro strapotere politico. Dovevano trascorrere più di quarant’anni prima della loro ricostituzione, avvenuta nel 1814 con l’avallo di papa Pio VII.
Subito lo “sfratto” dalle scuole di Brera (1772), la nostra città non rimaneva priva di istituti scolastici per le classi elette. Erano presenti i Barnabiti, il cui Ordine era stato fondato dal beato Antonio Maria Zaccaria nel lontano 1533 e che da tempo si impegnavano a fondo per l’educazione dei giovani. Vi erano poi le scuole Arcimbolde presso la chiesa di Sant’Alessandro (corrispondenti all’attuale liceo Beccarla), il collegio dei Nobili poi trasformatosi in collegio Longone, ove portò avanti i propri studi Alessandro Manzoni (oggi ha sede il palazzo della Questura, in via Fatebenefratelli- vedi foto) e poi ancora altri collegi ed educandati femminili come quello, ad esempio, di San Paolo delle suore Angeliche oppure quello della Guastalla, fondato da Paola Ludovica Torello nel lontano 1557 con i capitali ottenuti dalla vendita del suo fondo ai Guastalla.
Le classi povere erano, come sempre, decisamente sfavorite nei confronti di quelle nobili. Esse raramente potevano ambire ad un’istruzione accademica e dovevano puntare su un particolare tipo di preparazione: quello professionale. Ma anche qui si adottava un particolare criterio: si dava infatti la precedenza agli orfani e pure ai trovatelli, per i quali, già dai tempi sforzeschi, esisteva l’istituzione dei Martinitt, fondata nel 1532 da Gerolamo Emiliani sotto Francesco II, duca di Milano dal 1521 al 1535.
L’amministrazione austriaca, nel 1772, assegnava ai Martinitt, rimasti quasi senza fondi, l’ex convento benedettino di San Pietro in Gessate, avviando contemporaneamente corsi specifici per la preparazione professionale a livello artigianale, ove l’insegnamento si distingueva decisamente sotto il profilo della qualità. I giovani meglio dotati nello studio potevano accedere all’Accademia di Brera, il cui indirizzo veniva qui aperto anche alle arti applicate.
Ma le discrepanze fra ricchi e poveri erano ancora notevoli in tema di istruzione. Solo ai primi dell’Ottocento, sotto i francesi, con la creazione dei primi licei, l’istruzione ai più alti livelli si intendeva aperta a tutti, dapprima gratuitamente, poi gravata da tasse scolastiche.

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