RINVENUTE A MALPENSA TOMBE DI 3000 ANNI FA

di Carlo Radollovich
Durante la realizzazione della ferrovia che si estende tra i due terminali di Malpensa, sono state scoperte ottanta tombe risalenti al XII secolo a.C., ancora sotto esame.
Si tratta di un rinvenimento assai interessante per gli appassionati archeologi (e non solo), i quali avranno modo di meditare su tale materiale con particolare impegno. In effetti, la datazione dei reperti, del tutto straordinaria, li invoglierà a compiere esami assai accurati.
Si può sin d’ora ipotizzare che le tombe appartengano alla cosiddetta “cultura di Golasecca”, frutto di una civiltà che poté evolversi dall’età del bronzo in poi, fiorita grazie anche alle favorevoli circostanze geografiche lombarde.
I primi ritrovamenti di tombe a Golasecca (provincia di Varese), ma anche a Castelletto sopra Ticino (provincia di Novara), furono oggetto di approfonditi studi da parte dell’abate Giovanni Battista Giani (1788 – 1857), il quale incorse tuttavia in un errore, asserendo che i resti rinvenuti fossero relativi ai numerosi scontri succedutisi tra Galli e Romani. In realtà, fu in seguito chiarito che essi risalivano molto più addietro nel tempo, precisamente ad una civiltà pre-romana.
Sorge ora il seguente problema: ove si ritiene di conservare e di mostrare al pubblico queste tombe, che si aggiungono alle cinquanta già portate alla luce a suo tempo?
Si propone, ad esempio, di allestire un museo all’interno dell’aeroporto, museo che sarebbe in grado di far conoscere a numerosi viaggiatori i segreti di Golasecca, anche in considerazione del fatto che, in loco, esiste una zona di studio archeologico tra le più importanti d’Europa.
Sarebbe un vero peccato lasciarci sfuggire questa ghiotta occasione, disperdendo magari il materiale raccolto in diversi musei. E’ invece auspicabile che tutti i ritrovamenti possano rimanere, opportunamente restaurati, in un’unica e speciale esposizione presso l’aeroporto. E’ assai probabile che tutti coloro che saranno in attesa di prendere un volo abbiano la curiosità di immergersi in una cultura vecchia di tremila anni, ammirando questi resti che tutti gli specialisti definiscono veramente eccezionali.
Da parte nostra rivolgiamo un appello alla Sovrintendenza per i Beni archeologici della Lombardia, affinché possa studiare a fondo la situazione e faccia di tutto affinché questo ambizioso progetto museale possa concretizzarsi quanto prima.

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