SI PUÒ CONSENTIRE L’ EUTANASIA A CINQUE ANNI?

di R. Righi

Siamo di fronte a un episodio davvero drammatico e angoscioso. Difficile da giudicare e che da parte nostra, proprio per questo motivo, ci limiteremo a riportare così come segnalato dalle agenzie di stampa, senza troppi commenti. Julianna, una bambina di 5 anni originaria dell’Oregon, è affetta da una rara malattia, una neuropatia motorio-sensitiva  ereditaria. Definita anche sindrome di Charcot- Marie-Tooth che colpisce il sistema nervoso periferico.

Il problema è la respirazione. Quando entra in crisi – e la crisi potrebbe provocargliela un’infezione ma anche un semplice raffreddore – rischia di non respirare più e i medici sono costretti a infilarle tubi nel naso e altre sonde che le consentono di superare il momento difficile ma a costo di dolori così forti che la bambina soffre e piange tutto il tempo della terapia.  E sembra che non sia possibile adottare alcun sistema per evitarle tali sofferenze.

I genitori sono naturalmente angosciati. Vedere soffrire in quel modo la propria figlia è drammatico. Allora, le hanno chiesto se vuole ancora essere sottoposta o meno a questi trattamenti. La bambina ha risposto di no. Non vuole più soffrire. Non ce la fa proprio più. I genitori, a questo punto, le hanno detto che se rifiutasse di essere ricoverata in ospedale,  lei rischierebbe di morire. O meglio, le hanno fatto capire che “finirebbe in Paradiso”.

La piccola sembra non abbia avuto dubbi e ha scelto di rimanere a casa, con la certezza quasi assoluta, di fronte alla prossima crisi, di morire. Qui nasce la domanda. Una bambina così piccola può capire cosa significa morire? E’ giusto lasciare a lei la scelta della eutanasia? Un professore di bioetica dell’Università di New York dice con franchezza che non è giusto.

I genitori, naturalmente, si difendono, sostenendo che devono rispettare il volere della propria figlia che non è più intenzionata ad andare in ospedale e soffrire per le cure alle quali viene costretta a sottoporsi. Oltretutto, la mamma sostiene che sua figlia è molto più matura della sua età ed è consapevole di quello che vuol dire morire. Che pensare? Non vogliamo schierarci.

Certamente, come genitori e nonni, questo episodio ci colpisce profondamente, come ci turba il male quando si accanisce contro i più piccoli. Però, pensiamo anche che ogni persona, anche se giovanissima, vada rispettata. Dobbiamo fare il possibile per evitarle qualsiasi sofferenza inutile. Se proprio ciò non è possibile, che diritto abbiamo di farla soffrire? Ma, praticare l’eutanasia è giusto?

Julianna stringi la mano al tuo fratellino Alex, che ha 7 anni, e gioca con lui finché puoi (vedi foto), cancellando per quanto ti è possibile un futuro che non ha senso. Né per te, né per noi!

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