EXPO 2015: ELOGI PER LA PULIZIA DEL SITO

di Carlo Radollovich
Numerosi operatori, addetti alla nettezza, stanno conferendo all’intera manifestazione un profumo di lindore e di pulizia che ha stupito e ben impressionato i visitatori, i turisti e gli uomini d’affari: un’organizzazione programmata con saggezza e sensato criterio.
Si è voluto anzitutto suddividere razionalmente i compiti, assegnandoli a due diverse squadre che lavorano in perfetta sincronia: la prima si occupa essenzialmente di rimuovere i rifiuti e di raccoglierli in appositi spazi, la seconda viene incaricata di tener conto e soprattutto di verificare ogni valida pratica di sostenibilità ambientale.
Assicurare ad un luogo così vasto un’accurata pulizia non è stato facile. Si pensi ai record di affluenza che, giorno dopo giorno, vengono superati e che le stime di venti milioni di ingressi, ritenute esagerate sino ad un paio di mesi fa, hanno tutta l’aria di concretizzarsi. Infatti, a tutt’oggi, sono stati venduti quasi diciannove milioni di biglietti.
Ma l’Amsa non si è lasciata spaventare da tanto pubblico (possono essere presenti anche duecentocinquantamila persone al giorno): uomini ben preparati con l’aggiunta di centodieci ragazzi, in gran parte laureati, assunti specificatamente per i sei mesi di vita dell’Expo, stanno lavorando di buona lena e a pieno ritmo, muniti non solo di ramazze, ma anche di carrelli e di speciali veicoli elettrici.
Ma su quali specifiche aree del sito si stanno concentrando ? Considerato che i padiglioni e i locali addetti alla ristorazione se la sbrigano autonomamente, essi si occupano principalmente degli spazi comuni e dei bagni. Esistono poi particolari “avvistatori” che hanno il compito di segnalare prontamente casi da affrontare con urgenza, di grande ma anche di ridotta dimensione. E si narra che, poco prima della visita di Michelle Obama, spuntò a fianco del decumano un’incredibile massa di tessuto, di notevoli dimensioni, che doveva essere rimosso il più celermente possibile. L’Amsa intervenne con la rapidità di un fulmine e l’indesiderato, voluminoso fardello venne subito ritirato impiegando diversi mezzi meccanici.
Insomma, i normali operatori ecologici e i centodieci neolaureati si stanno impegnando con tutte le loro forze a vantaggio anche degli stranieri, nella circostanza finalmente non critici nei riguardi di noi italiani. D’altro canto noi milanesi, fuori dagli spazi di Expo, speriamo che anche la nostra città possa un giorno apparire finalmente pulita, priva soprattutto di deiezioni canine lasciate sui marciapiedi da persone maleducate.

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