IL SISTEMA MM: SOSTENIBILITÀ SOCIALE, AMBIENTALE, ECONOMICA

di Ugo Perugini

La MM, nell’anno in cui festeggia i 60 anni di attività, presenta il suo primo bilancio completo di sostenibilità. E’ ormai diventata un’azienda multiservice, che si occupa di diversi ambiti. Dalla mobilità urbana, attraverso i trasporti, in particolare le metropolitane, al servizio idrico, per la distribuzione dell’acqua e la raccolta degli scarichi, dall’edilizia pubblica e residenziale con la gestione del patrimonio Aler al marketing territoriale con la pianificazione dei progetti e della comunicazione al territorio.

Ma perché redigere un bilancio di sostenibilità? Il bilancio di sostenibilità, che si affianca al Piano industriale, al budget e al Bilancio d’esercizio, va oltre i numeri. Non si rivolge a coloro che esaminano gli aspetti finanziari di un’impresa. E’ un modo per dialogare con le persone, rapportarsi in modo diretto con il territorio, con le istituzioni, illustrando le cose realizzate e segnalando eventuali limiti o problemi. E’ un rendiconto sull’impatto sociale e ambientale delle attività di un’impresa, sugli impegni presi verso i dipendenti e sul rapporto con fornitori e clienti.

Un bilancio dal volto umano, potremmo anche definirlo. Non obbligatorio per il momento in Italia (entrerà in vigore nel 2017, mentre in altri Paesi, come Francia e Inghilterra, lo è da tempo), né soggetto a certificazione. Ma è un modo per rendere più trasparenti le attività delle imprese. Ne hanno parlato presso la sede di via del Vecchio Politecnico il Presidente Davide Corritore e il Direttore Generale Stefano Cetti.

In ogni caso, i numeri sono sempre necessari per cogliere con immediatezza certe realtà. Ad esempio, il + 3,7% di risparmio energetico, che può vantare MM nel 2014 rispetto all’anno precedente, attraverso interventi di miglioramento dell’efficienza, le 11.500 ore di formazione erogate, gli oltre 200 milioni di metri cubi di acqua immessa in rete, con solo il 12% di perdite (la media nazionale è del 30%), i 17.500 campionamenti d’acqua per le analisi qualitative, l’internazionalizzazione del depuratore di San Rocco.

E, ancora, i 32 progetti legati ad Expo, le due gare vinte all’estero per la fornitura di know how sulle attività di trasporto e di interscambio alla Russia, il patrimonio immobiliare gestito per conto del Comune, che supera le 38.700 unità. I risultati di un’azienda si misurano non solo con la performance economica ma anche con quella sociale che valorizza le risorse umane e, nel caso specifico, segnala un incremento della forza lavoro, soprattutto femminile. E, accanto ad essa, c’è la performance ambientale con una riduzione delle emissioni di CO2 dell’8% e dei consumi energetici del 10%.

Ma si cerca anche di intervenire sulla qualità della vita dei cittadini, in modo che i lavori necessari in città, ad esempio la sistemazione delle tubazioni, vengano svolti creando il minor disagio possibile alla gente. In questo caso, si fa ricorso a tecnologie innovative non invasive, che permettono di intervenire senza scavi con impatti ambientali ed economici decisamente ridotti. Lo stesso dicasi per la gestione dei cantieri e la conseguente riduzione di rumori o vibrazioni fastidiose.

Insomma, la sostenibilità non va intesa come un lusso, una medaglietta di cui vantarsi, ma un modo giusto di fare business rispettando le esigenze delle persone. E proprio su questo tema, MM conferma il proprio serio impegno, ponendosi come obiettivo quello di puntare ancora di più sul dialogo, inteso come apertura, ascolto e coinvolgimento di tutti i cittadini.

Gli stessi cittadini che potrebbero essere chiamati ancora una volta dall’azienda a finanziare i progetti MM, come accadde per la realizzazione della prima linea del Metro, quando per portare a termine questa nuova infrastruttura fu lanciato un prestito pubblico, al quale aderirono in modo entusiastico moltissimi milanesi, confermando, in tal modo, la piena fiducia nella società e nei suoi responsabili.

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