“ENERGY BOX”: IL 9 OTTOBRE IN MOSTRA ALLA FABBRICA DEL VAPORE

di G. Perugini

I più attenti tra i lettori le avranno senz’altro già notate, passandoci davanti percorrendo le strade della città: mi riferisco a quelle centraline di controllo dei semafori – un tempo tetri rettangoli ingrigiti dallo smog e ricoperti di scarabocchi e “tag” illeggibili – diventate da qualche settimana a questa parte delle vere e proprie opere d’arte urbana.

L’iniziativa si chiama “Energy Box 2015” ed è stata lanciata lo scorso 10 settembre da A2A, Fondazione AEM, con il patrocinio del Comune, nell’ambito del progetto Urban Art Renaissance, che mira a rendere Milano una galleria metropolitana a cielo aperto.

50 giovani artisti – selezionati con la supervisione di Flavio Caroli, professore di Storia dell’arte moderna presso il Politecnico di Milano – si sono messi al lavoro in queste settimane per decorare 150 “energy box”, sparse su tutto il territorio milanese, dal centro alla periferia. A ciascun artista sono state affidate 3 cabine e ognuna di esse è stata dipinta liberamente con stili e soggetti diversi. Il risultato? Opere coloratissime e sgargianti, capaci di attirare anche l’occhio del passante più distratto, e altre in bicromia, dal fascino più discreto, eleganti e raffinate; alcune prettamente astratte e altre ancora figurative e iperrealistiche.

Cheone
L’energy box decorata da Cosimo Caiffa, in arte Cheone, visibile in via Leone Tolstoj.

Al momento ne sono state completate 130, ma per fine settembre si conta di arrivare al traguardo totale di 150 centraline. Ed è proprio per celebrare la conclusione di questi lavori di decoro urbano che, venerdì 9 ottobre, presso la Fabbrica del Vapore di via Procaccini 4, si terrà una grande mostra dedicata al progetto “Energy Box 2015″. Durante l’evento verrà proiettato un video di presentazione di tutte le cabine, inoltre i visitatori potranno assistere ad una performance dal vivo su alcune “energy box” nuove, realizzate per l’occasione, che verranno decorate da tre artisti con stili differenti.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *