La Caritas Ambrosiana per i bisognosi d’agosto

di Carlo Radollovich

È stato varato un valido piano per poter dare concretamente una mano a coloro che sono costretti a rimanere in città, soli e con scarse possibilità d’aiuto, in un’atmosfera che si preannuncia rovente sotto l’aspetto meteorologico.

La Caritas, anche quest’anno, si dimostrerà particolarmente attiva nei riguardi degli anziani e lancerà nuove iniziative per assicurare anzitutto una costante distribuzione degli alimenti.

I volontari impiegati saranno mille circa e, fattore decisamente significativo, vi sarà pure il gradito apporto da parte di alcuni chef, i quali si premureranno di cucinare le eccedenze provenienti da Expo per trasformarle in piatti dal gusto sicuramente apprezzato.

Inoltre, collaboreranno in forma a dir poco preziosa una trentina di ristoranti solidali che si sono dichiarati disposti a raccogliere offerte in denaro da trasformare opportunamente in ticket, prontamente utilizzabili da parte dei poveri.

Si calcola che, per coloro che si trovano in seria difficoltà, tale aiuto possa consentire di prestare soccorso, giornalmente, ad almeno un centinaio di persone.

Esiste poi la necessità di venire incontro anche ai profughi, per essere vicini a loro almeno durante la festività di Ferragosto. Per ora una ventina di famiglie (ma è chiaro che se ne attendono molte di più), si sono dichiarate disposte a ospitare per quel giorno alcuni migranti bisognosi. Ovviamente, la solidarietà non si manifesterà solo a favore dei profughi, ma, come già accennato, a tutti coloro che, in una Milano semivuota e superaccaldata, necessitano di un tangibile segno di fratellanza e di comprensione.

Le famiglie  che accoglieranno persone disagiate saranno invitate a descrivere brevemente il loro incontro con gli ospiti. E tutti i racconti saranno raccolti in un libro che verrà in seguito donato al nostro arcivescovo.

Segnaliamo infine che il Rifugio Caritas di via Sammartini, così come altre strutture che danno asilo ai bisognosi, non chiuderanno per ferie, ma continueranno la loro instancabile opera di supporto.

A questo punto è spontaneo rivolgere un ringraziamento di vero cuore a tutti gli enti assistenziali della nostra città e ai mille volontari di cui si è fatto cenno, tutta gente che si adopererà fattivamente per non lasciare mai soli chi chiede il nostro sussidio, magari ricorrendo, in casi estremi, ad un solo piatto della più semplice delle minestre.

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