A Milano sono state ricordate le vittime della strage di via Palestro

di Antonio Barbalinardo

La sera di ventidue anni fa ero presso i giardinetti di piazzale Accursio con i miei figli, all’improvviso si sentì un forte boato che non riuscii subito a capire se fosse stato un tuono o un colpo d’arma da fuoco, l’unica cosa che percepii fu che quel colpo veniva da lontano.

Soltanto dopo, rientrato a casa, quando accesi il televisore, appresi dal telegiornale che a Milano c’era stato uno scoppio in via Palestro nei pressi della Galleria d’Arte Moderna. La mattina seguente le cronache dei telegiornali e della stampa informarono nei dettagli quanto era accaduto la sera precedente, dove ci furono cinque vittime.
Nella serata estiva milanese del 27 luglio 1993, presso l’area antistante alla Galleria d’Arte Moderna restarono uccisi, tre Vigili del Fuoco, un Vigile Urbano e un povero cittadino marocchino Driss Moussafir casualmente lì vicino.

30 luglio 1993 - il funerale delle vittime in Duomo
30 luglio 1993 – il funerale delle vittime in Duomo

I Vigili del Fuoco e il Vigile Urbano caduti nell’adempiere al proprio servizio furono Alessandro Ferrari, Carlo La Catena, Sergio Pasotto e Stefano Picerno, tutti vittime innocenti di un particolare momento politico che l’Italia allora stava attraversando.
Subito fu fatto il confronto e il riferimento a quanto era già accaduto giusto due mesi prima a Firenze durante la strage di via dei Georgofili, dove c’erano state anche lì cinque innocenti vittime tra cui due bambini.
La cronaca storica di quel periodo è nota, l’Italia stava attraversando un momento molto delicato e di forti tensioni con un’instabilità politica, che destava preoccupazione e attenzione su tutti i fronti.

Autorità istituzionali alla cerimonia di commemorazione
Autorità istituzionali alla cerimonia di commemorazione

Oggi 27 luglio 2015, Milano ha ricordato ancora una volta quella tragica strage, dove in questo particolare momento nei giorni scorsi in diversi luoghi della città sono apparse alcune scritte circa il cosiddetto “41 bis”, che fa riferimento al dispositivo di legge dell’ordinamento Penitenziario Italiano, più conosciuto come “carcere duro”, dispositivo applicato in particolare per i reati di mafia.
L’Amministrazione comunale con il sindaco Giuliano Pisapia che ha subito reagito a questa provocazione intimidatoria invitando i cittadini alla partecipazione alla cerimonia commemorativa e a non lasciarsi intimidire dalle provocazioni.
Alla cerimonia che si è svolta in mattinata, antistante alla Galleria d’Arte Moderna di via Palestro hanno partecipato le massime autorità istituzionali, civili e militari.
I picchetti d’onore dei Vigili del Fuoco e della Polizia Locale hanno accolto le autorità che hanno portato il saluto di presenza e partecipazione.

Il sindaco Giuliano Pisapia
Il sindaco Giuliano Pisapia

Il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, dopo la deposizione delle corone ha espresso un pensiero sulla strage e su quanto è stato scritto sulle mura della città di Milano, dove ha riferito: “I nostri morti non si possono dimenticare e la città è unita nel ricordo di questi caduti e Milano con tutti gli sforzi saprà reagire con dignità e con tutte le sue forze nell’impegno del patto Costituzionale che ci rende liberi. Milano combatte tutte le cosche e tutti gli atti della criminalità organizzata, anche con le “Giornate della Giustizia e della Legalità” che con il mondo dell’Associazionismo si stanno organizzando”.
Alla cerimonia erano presenti il prefetto di Milano Francesco Paolo Tronca, il questore di Milano Luigi Savina, il comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco di Milano Silvano Barberi, il comandante della Polizia Locale di Milano Tullio Mastrangelo, l’assessore alla Sicurezza Marco Granelli e l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno.
La Regione Lombardia era rappresentata da Giulio Gallera quale Sottosegretario di Regione Lombardia con Delega ai Rapporti con la Città Metropolitana e dal Consigliere Regionale Onorio Rosati.
Inoltre, erano presenti l’onorevole Emanuele Fiano e l’ex senatore Antonio Pizzitano oltre che i diversi rappresentanti dell’ANPI e dell’Associazionismo in particolare dei Vigili del Fuoco e della Polizia Locale.
Alla fine della cerimonia il Sindaco Pisapia incalzato dai giornalisti ha riferito: “Non si sa da chi siano state fatte le scritte sul 41 bis, le forze dell’ordine e la magistratura stanno indagando; inoltre ha riferito che a breve verrà inaugurato in via Morgagni un giardino dedicato alla memoria delle vittime della Strage di via Palestro”.
Mentre il prefetto Conca ai giornalisti ha riferito: “Si è sempre pronti al contrasto e alla prevenzione, mantenendo sempre la guardia alta al “41 bis”. Non è una scritta che preoccupa, quanto il fenomeno che deve essere prevenuto e che sarà valutato completamente nelle sedi competenti”.

One thought on “A Milano sono state ricordate le vittime della strage di via Palestro

  1. Come al solito, sei sempre puntuale e preciso nel ricordare a tanti Italiani distratti. Le stragi degli anni Novanta del decorso secolo sono una ferita ancora aperta, che , comunque, molti troppo giovani non conoscono o non vogliono conoscere.La Memoria va coltivata. E’ come una pianta, fragile e forte al tempo stesso se tra le generazioni non vi sono fratture. Molte stragi hanno la matrice mafiosa…Ma è sempre così? Caro Palma Antonio, la tua presenza nel RICORDARE le nostre tragedie, i drammi della comunità va riconosciuta, incoraggiata, imitata. Complimenti..anche per il Premio Piepoli. Ti abbaccio Dino.

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