È già entrato nei progetti il dopo-Expo

di Carlo Radollovich

Come preannunciato brevemente su “ilMirino” del 22 luglio, il presidente Roberto Maroni ha illustrato i progetti di massima relativi al dopo-Expo affinché l’intera area, sorta a Rho-Pero, non incorra nel degrado o sia oggetto di occupazioni abusive dal prossimo mese di novembre.

Vediamo assieme alcune proposte e idee che sono state poste sul tappeto.

Anzitutto sembrerebbe prevalere il progetto, realizzabile completamente entro un paio d’anni, di far sorgere in loco un ampio campus universitario. In effetti, nel nome della cultura, si potrebbe tra l’altro dar vita ad una serie di modifiche delle strutture esistenti per accogliere studenti nel modo più razionale possibile. Comunque, l’ultima decisione al riguardo spetterà alla società Arexpo, proprietaria del terreno.

Importantissima è in ogni caso la volontà di far continuare a vivere, a pulsare e a rimettere in moto, seppure con i necessari adattamenti, la maggior parte dei padiglioni. Saranno prese in considerazione anche numerose riqualificazioni di diversi spazi, ad esempio con destinazione ultima le imprese nazionali che avanzeranno richieste. Anche gli uffici pubblici potrebbero porsi in evidenza.

Il Padiglione Zero, tanto per citare uno dei più importanti, da molti lodato per la sua originale realizzazione, potrebbe continuare ad esistere se trasformato in una grande biblioteca. Il padiglione “x” potrebbe ricomporsi in un eccellente auditorium, mentre nel padiglione “y” si potrebbe installare una valida sala espositiva. Anche il Children Park potrebbe rivivere grazie all’inserimento di asili nido e il Palazzo Italia, tra i più visitati dell’Expo, sarebbe in grado di ospitare attività ludiche e conferenze. La stessa cosa dicasi per l’Open Theatre, mentre l’area sin qui occupata da Slow Food accoglierebbe un orto didattico.

Va ricordato che anche il Governo si dice altamente interessato al dopo-Expo, prospettando l’avvio di un gruppo tecnico di specialisti affinché possano cimentarsi preliminarmente in validi approfondimenti su mille fronti. All’inizio di settembre si svolgeranno in proposito diverse riunioni chiarificatrici.

Insomma, ancora molto sta bollendo in pentola a proposito delle definitive decisioni da assumere. Tutti auspichiamo che prendano corpo diverse prese di posizione, se possibile di spicco, che possano sfociare in concrete attuazioni già a partire dal prossimo mese di novembre.

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