Maturità 2015: voti eccellenti tra i promossi

di Carlo Radollovich

Apprendiamo con piacere che, a Milano, il 25% dei ventitremila maturandi è stato diplomato con un punteggio superiore a ottanta. Inoltre, risultano duecento in più, rispetto al 2014, coloro che, in Lombardia, hanno fatto registrare splendidi esiti: uno su quaranta è stato promosso con il massimo dei voti, uno su trecento con la lode.

Si è pure constatato che, tra i bocciati, seicento non ce l’hanno purtroppo fatta, ma vi è un miglioramento rispetto allo scorso anno, ove i non promossi erano stati settecentotrenta.

Molti si chiedono quali positive cause siano intervenute per ottenere questi risultati decisamente lusinghieri: gli studenti si sono maggiormente impegnati nello studio? O forse la loro preparazione è stata efficacemente impostata, messa in atto da docenti molto scrupolosi?

E’ probabile che si sia verificato un concorso tra le due ipotesi, ma, in ogni caso, constatare che i nostri ragazzi abbiano raggiunto traguardi di voto assai importanti, non può che inorgoglirci.

Ed ecco le confortanti tabelle che l’Ufficio scolastico regionale ha pubblicato:

Licei: 11.682 ammessi> 11.613 diplomati

Istituti artistici: 1.256 ammessi> 1.249 diplomati

Istituti tecnici: 6.447 ammessi> 6.337 diplomati

Istituti professionali: 3.965 ammessi> 3.884 diplomati

Ora, gli occhi di numerosi genitori sono già puntati verso il mese di luglio 2016, confidando che i risultati conseguiti quest’anno possano riflettere, al termine del prossimo anno scolastico, numeri ancora più favorevoli.

Ci teniamo comunque a sottolineare un preciso auspicio: la scuola che si occuperà dei futuri maturandi, dovrà sempre esercitare un giustificato pungolo e uno stimolo nei confronti degli studenti, indipendentemente dal giudizio, positivo o negativo, espresso sulla qualità della recente riforma approvata dal Parlamento.

Stiamo consegnando nelle mani dei docenti un vero capitale umano che dovrà essere opportunamente preparato, forgiato e soprattutto messo nella condizione migliore per poter operare nel modo più lineare possibile di fronte alle future responsabilità della vita.

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