Milano: numerosi acquisti da parte di società internazionali

di Carlo Radollovich

Sino ad alcuni anni fa, quasi nessuno avrebbe pensato che la nostra città, in molti settori, sarebbe diventata assai appetibile da parte di imprese straniere: infatti, capitali internazionali cercano sempre più una “sistemazione” all’ombra della Madonnina.

Gli investitori dispongono di un occhio assai lungo e hanno finanziariamente ben percepito che molti simboli di Milano (vedi immobili, marchi molto noti, sedi di uffici) acquisteranno con il tempo maggior valore e importanza. Non solo perché al centro di notevoli interessi commerciali, ma anche perché certe peculiarità meneghine (piazza Gae Aulenti, tanto per citare la più moderna), rappresenteranno in un prossimo futuro autentiche carismaticità di spicco.

Cerchiamo di tracciare un quadro di quanto è stato venduto, tralasciando ovviamente di citare gli affari di importanza minore.

Iniziamo dagli Stati Uniti: la ex sede di Telecom di piazza degli Affari è stata ceduta al Gruppo Cerberus mentre la sede Citroen di via Gattamelata è stata venduta al Fondo Elliot Advisor. Il Laboratorio Pirelli di viale P. e A. Pirelli, alla Bicocca, è al centro di una trattativa non ancora conclusa, ma sembra che l’acquisto verrà effettuato quanto prima da un Fondo statunitense. Spazi e immobili di Grandi Stazioni, situati in piazza Duca d’Aosta, dovrebbero essere acquistati dagli USA entro fine anno.

Passando alla Cina, il Palazzo Diamantino di Porta Nuova è stato venduto alla People’s China Construction Bank. E poi l’Hotel Huaxia di via Tazzoli, il palazzo Broggi di piazza Cordusio venduto al Gruppo Fosun, la Boutique Giada di via Monte Napoleone, l’ex sede Upim di piazzale Loreto ove è presente il megastore Aumai, il Centro Direzionale Verrocchio alla Huawei Technologies.

Ed ecco apparire la Francia che, dopo l’acquisto della Pasticceria Cova di via Monte Napoleone, ha avviato trattative per la Galleria Manzoni, mirando ad una sua precisa riqualificazione (se ne sta interessando il Fondo Stam Europe).

Anche il Qatar ha saputo inserirsi con l’acquisto di piazza Gae Aulenti tramite la Qatar Investment Autority e dell’Hotel Excelsior Gallia di piazza Duca d’Aosta con l’inserimento della società Katara Hospitality.

Anche l’Inghilterra non è stata alla finestra, mettendo gli occhi sull’Istituto Maugeri di via Camaldoli e poi acquistandolo.

E che dire delle squadre di calcio milanesi? L’Inter è stata comperata al 70% dal magnate indonesiano Erick Thohir, mentre il Milan è in fase di trattativa (48%) con il thailandese Bee Taechaubol.

Per concludere, è senz’altro positivo essere al cento di numerose attenzioni finanziarie. Ma molti anziani milanesi, abituati ad abbracciare la città sotto l’ombra di una precisa ambrosianità, vedono loro sfuggire di mano, con infinito rimpianto, parecchi simboli di una Milano che potrebbe gradualmente sparire tra una selva di “trasferimenti”.

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