I PIPISTRELLI, VALENTI CACCIATORI DI ZANZARE

di Carlo Radollovich

I chirotteri sono purtroppo in costante diminuzione ( il 20% delle specie di pipistrelli è addirittura a rischio d’estinzione), ma la caccia agli instetti di questi piccoli mammiferi è semplicemente straordinaria e dovremmo adottare ogni specifica misura per consentire la loro diffusione.

Si calcola che certe famiglie di pipistrelli, nel nostro Paese, possano addirittura annientare sino a dieci chili di insetti all’anno, escludendo ovviamente la stagione fredda, durante la quale essi si isolano in grotte, vecchi solai o in siti sotterranei. Si può bene immaginare il grande beneficio che ne deriva, soprattutto a favore dell’ambiente in cui vive l’uomo.

Facendo leva su un particolare sistema di ecolocalizzazione, essi riescono con facilità a individuare la preda e a catturarla.  Infatti, contrariamente a quanto osservato dal naturalista italiano Lazzaro Spallanzani (1729-1799) verso la fine del 1700, l’etologo e docente statunitense Donald Griffin (1915-2003), attento studioso del metodo di navigazione dei pipistrelli, dimostrò che i chirotteri utilizzano fasci di suoni ad alta frequenza non solo per la cattura delle prede, ma anche per stabilire il proprio orientamento durante il volo.

Per poter favorire una maggiore presenza di questi piccoli mammiferi (che possono vivere sino a quindici anni circa; le femmine partoriscono un solo piccolo all’anno che può già iniziare a volare a tre settimane dalla nascita), si è deciso di aumentare nei parchi cittadini e di provincia il numero delle cosiddette “bat box”, ossia  piccole casette che fungono da speciali nidi artificiali che gli animaletti hanno spesso dimostrato di gradire.

Ovviamente, sono da controbattere opportunamente le sciocche prese di posizione da parte di certe persone, le quali non vorrebbero mai avere a che fare con questi utilissimi mammiferi volanti perché essi potrebbero addirittura prendere di mira i capelli delle donne o addirittura succhiare il sangue dei bambini. Ciò è soltanto frutto di ignoranza, di strane superstizioni o di falsi pregiudizi tramandati da generazioni.

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