ART STUDIO 38: L’ARTE CERCA UN SUO EQUILIBRIO

di Ugo Perugini

Fino al 31 Maggio sarà possibile visitare l’esposizione presso l’Art Studio 38, via Canonica 38, delle opere di Silvia Cibaldi e Aurora Moschella, due artiste che partendo da ottiche, ricerche espressive e tecniche diverse, vanno alla ricerca di un rapporto più armonico con la natura e con il mondo.

Aurora Moschella è una fashion styling. Che in parole povere significa stilista e fotografa di moda. Le donne che è abituata a riprendere con la sua macchina fotografica sono quelle che finiscono sulle copertine delle più blasonate riviste di moda. Donne-immagine, perfette, se il caso ritoccate, forse poco autentiche ma destinate a diventare icone di brand alla moda, simboli, talora irraggiungibili, di bellezza, fascino, glamour per tutto l’immaginario femminile che vi si vuole riconoscere.

Ma quando non usa la macchina fotografica per lavoro, ecco che ci troviamo di fronte a una trasformazione decisiva della sua visione del mondo. Emerge, in altri termini, la sua autentica vena che la porta a valorizzare una figura di donna, conscia del suo ruolo spesso ambiguo, combattuta tra l’essere e l’apparire, incapsulata nella sua prigione di vetro, desiderosa di uscire e riconquistare il suo ruolo naturale (la foto lo testimonia efficacemente).

E’ vero, come ci dice la stessa Artista, che i suoi lavori fotografici – che richiedono una lunga, attenta e precisa elaborazione di immagini e photocompositing – non si limitano a descrivere ma cercano di raccontare qualcosa di più dell’essenza della femminilità, attraverso un momento di sospensione della realtà,  che è al tempo stesso magico ed estremamente evocativo.

Quindi, non c’è solo tecnica alle spalle e negli occhi indagatori di Aurora. C’è creatività, bisogno di testimoniare un’idea forte di donna, trasmetterla e condividerla con gli altri, come stimolo e ricerca di una futura e più matura libertà d’azione.

 Questo messaggio, in qualche modo di stampo femminista,  lo ritroviamo, forse in maniera più spiccata, anche nell’altra artista che espone insieme ad Aurora, e cioè Silvia Cibaldi, che non nasconde il suo impegno civile e politico nel passato che l’ha portata a sperimentare diversi modi espressivi, dalle maschere realizzate per la civica scuola del Piccolo Teatro di Milano fino alle prove di pittura che l’hanno portata ad esporre alla Biennale di Venezia del 1978.

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Donna Albero – Sivia Cibaldi

Con l’abbandono della pittura e l’avvicinamento alla scultura, Silvia, però, opera un complesso ripensamento della sua poetica. Affida all’abilità delle proprie mani, – che lei definisce operose, frenetiche, ricercatrici di sensazioni – il contatto più autentico con la natura, cortecce, terra ma anche materiali semplici come carta, tessuti, fili, garze o di riciclo, che rielabora con paziente attenzione, creando lavori, anche di grandi dimensioni, che, pur realizzati in carta pesta, hanno l’effetto di opere in bronzo.

Il trucco c’è ma non si vede. Non lo sveliamo ma possiamo dire che il tocco finale, quello che caratterizza l’illusione ottica del metallo brunito, vibrante e lucido, è dovuto a un composto di cera d’api sciolta a caldo che l’artista spalma sull’opera. I lavori più significativi, sculture “aperte” che simboleggiano corpi femminili, sono chiamati “Donne-albero”: in essi si ritrova anche il messaggio non tanto velato che ci viene offerto da Silvia Cibaldi, sempre in bilico tra apparire ed essere, contenuto e contenente, interno ed esterno.

Ed ecco perché anche il titolo della mostra, che fa riferimento all’equilibrio, coglie perfettamente le aspirazioni di queste due Artiste, diversissime tra loro, ma uguali nella ricerca continua e appassionata di un equilibrio, che va inteso come coscienza di sé, armonia con la natura e il mondo e capacità di cogliere con sensibilità tutti i segnali che ci rendono persone uniche.

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