LA DECISA E SENTITA RISPOSTA DI MILANO

di Carlo Radollovich

Una Milano che reagisce con grande volontà e che dice no a qualsiasi sopruso.

Contro le devastazioni del 1° maggio, circa ventimila persone si sono mosse in corteo, non soltanto per abbracciare l’intera città in segno di solidarietà, ma anche per ripulire con qualsiasi mezzo, spugnare e tinteggiare pareti sporche, rimettere in ordine vetrine e saracinesche, da piazza Cadorna sino alla Darsena.

Molto ordinati, disciplinati, rivestiti con tute azzurre o bianche, decisamente in contrapposizione con il colore funereo che aveva provocato un’infinità di sconquassi e di disastri, essi si sono rimboccati le maniche e hanno dato vita, tra l’altro, a ciò che usiamo fare nei nostri appartamenti ossia i “mestee”, come si dice in dialetto meneghino (le pulizie di casa).

L’Amsa aveva provveduto a distribuire detergenti, mascherine e spazzoloni, ma in molti si erano organizzati da soli, portando da casa pennelli e cenci vari. E non soltanto giovani si sono visti lungo il corteo, ma anche anziani, nonni commossi per questa prova di grande civismo.

Insomma, niente bandiere, niente vessilli, ma soltanto ramazze e tanto “olio di gomito” per rimettere a posto una buona parte delle avvenute distruzioni.

Il sindaco è rimasto entusiasta della risposta di tanti cittadini e si è detto orgoglioso di questa straordinaria prova di carattere che viene pure additata come esempio per tutta la nazione. Anche il presidente Mattarella aveva telefonato a Pisapia manifestando tutta la sua solidarietà.

Certamente vi sono state anche proteste per tutto ciò che è capitato. Alcuni accennavano, a proposito del corteo del 1° maggio, che questo avrebbe dovuto svolgersi non nel centro della città e neanche in periferia, ma lontano dalle abitazioni. Altri se la prendevano con la polizia che avrebbe effettuato contrattacchi troppo blandi. Altri ancora lamentavano l’assenza di un vero dialogo con i facinorosi, l’assenza di un tentativo per ridurli alla ragione ancora prima degli scempi.

Purtroppo, quanto di nefasto e di sventurato è stato compiuto, rimarrà a lungo negli animi di coloro che hanno tremendamente sofferto nel veder compiere simili barbarie. Auguriamoci sinceramente che simili fatti, traumatici e violenti, non abbiano più a ripetersi.

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