FS: LE STAZIONI A COLORI, SENZA DIMENTICARE I PENDOLARI

di U.P.

Le stazioni sono sempre viste nell’immaginario collettivo come luoghi tristi. La gente parte. Lascia la propria città, i propri cari, per un viaggio che, per quanto possa essere breve, produce una separazione, talora sofferta e dolorosa. Quanti film hanno avuto come scenario stazioni, spoglie, anonime, tristi e, soprattutto, grigie!

Qualcosa ora sta cambiando. I muri di certe stazioni si sono improvvisamente riempiti di colori e immagini, reali, assurde, fantastiche. Quelle realizzate da artisti che sanno dipingere murales e graffiti. E, per la prima volta, possono farlo liberamente, senza temere di subire pesanti condanne e risarcimenti con l’accusa di essere dei volgari imbrattatori.

L’idea è delle Ferrovie dello Stato Italiane che dal 2007 persegue questa strategia con campagne che puntano all’obiettivo di decorare gli scali ferroviari con opere, alcune delle quali davvero molto significative anche dal punto di vista artistico.

Anche a Milano l’iniziativa si è realizzata in modo positivo. Sotto la denominazione di “CosìMIpiace” a fine marzo scorso i muri della stazione di Porta Genova sono diventati la tela per numerosi street artists volontari che hanno dato pieno sfogo alla propria fantasia, rendendo questi luoghi, prima tristi e anonimi, colorati, allegri e piacevoli per i viaggiatori che li frequentano ogni giorno.

Pensiamo soprattutto, ai pendolari, che più di altri affrontano i trasferimenti di lavoro come una gravosa incombenza quotidiana. Qualcuno potrebbe dire che prima si dovrebbe cercare di migliorare i servizi  di trasporto offerti, evitando ritardi, guasti, disagi, mancanza di informazioni, scarsa sicurezza, carrozze stipate all’inverosimile, e via lamentando. Come non dargli ragione? Però, anche l’aspetto estetico ha la sua importanza…

Bella immagine di un muro dipinto nella Stazione di Porta Genova
Bella immagine di un muro dipinto nella Stazione di Porta Genova

Porta Genova non è stata la prima stazione riqualificata in questo modo. Già si era intervenuti su Porta Garibaldi e Greco Pirelli. Quest’opera di recupero ambientale, partita con il progetto “Nuovo Muralismo” è stata anche una importante vetrina per i giovani artisti che hanno avuto l’opportunità di farsi conoscere e trovare anche un certo successo.

Questa iniziativa ha anche avuto un valore di vera e propria lezione di “educazione civica”. Se viviamo in luoghi più gradevoli, in ambienti nei quali, anche attraverso le immagini riprodotte sui muri, riusciamo ad apprezzare la bellezza e l’armonia dei colori e delle forme, siamo indotti ad amare di più le cose che ci circondano, ad averne più cura, considerandole davvero un bene comune, e impariamo ad apprezzare il gusto di vivere insieme nel rispetto reciproco e nella legalità. In un ambiente brutto e degradato è assai più facile che alligni anche la violenza, la disumanità.

A condizione, però, che anche i servizi offerti dalle Ferrovie siano sempre di buona qualità e all’altezza di un Paese civile ed evoluto. E che i passeggeri vengano rispettati nelle loro esigenze e necessità, specie quelli, come i pendolari, che affrontano quotidianamente i problemi di trasferimento per lavoro. E’ chiedere troppo?

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