EXPO ESTATE: PERSONALE MEDICO NON POTENZIATO ?

di Carlo Radollovich

Su “ilMirino” del 14 aprile esprimevamo la nostra soddisfazione per lo sforzo prodotto dall’Atm in tema di rafforzamento dei trasporti nel corso dei sei mesi dell’Expo.

Oltre ai bus in esercizio anche durante le ore notturne, sottolineavamo la notizia relativa alla neoassunzione di cinquecento lavoratori nonché la riduzione, da tre a due settimane, delle ferie continuative nel periodo maggio-ottobre.

Per contro, in materia di sanità, apprendiamo ora che medici e infermieri, nei mesi di luglio e agosto, godranno di ferie assolutamente normali. Inutile aggiungere che rischieremmo grosso poiché potrebbero verificarsi notevoli ingorghi negli ospedali. Inoltre, non saremmo in grado, in tal modo, nel far fronte razionalmente all’ondata di turisti e di visitatori, i quali, proprio nei mesi accennati, sfiorerebbero i sei milioni secondo le più accreditate previsioni, con una media generale (residenti più ospiti) di circa 4 milioni di presenze contro le abituali 1,5.

Ma esiste un’ulteriore difficoltà a cui potremmo andare incontro: la popolazione milanese, risentendo ancora della crisi, senz’altro non svuoterà la città: molti i negozi che osserveranno una normale apertura, numerosi i locali che non chiuderanno per ferie, e ciò dovrebbe comportare di riflesso una più robusta presenza di personale medico (indipendentemente dalle cure che la cospicua folla, originata dall’Esposizione, richiederebbe).

E’ vero che sette unità relative al Pronto Soccorso saranno adeguatamente rafforzate e finanziate, ma sappiamo che si presenterà un gran numero di emergenze e pertanto i servizi sanitari dovranno in ogni caso offrire il meglio di sé sotto l’aspetto dell’efficienza.

Sarebbe perciò auspicabile ricorrere ad una sorta di precettazione per i mesi più caldi, tenendo comunque presente l’eccezionalità della situazione, che assolutamente non dovrà essere sottovalutata. Esiste un piano di reperibilità per casi estremi, è vero, ma non tutti i medici trascorreranno le vacanze in Liguria o in alta Valle Brembana, a due ore di macchina da Milano. Come si potrà programmare razionalmente un’efficace rintracciabilità ?

E poi vi sono le emergenze “minori” ossia quei disturbi che potrebbero, eventualmente, fare a meno dell’intervento medico (lievi malori, svenimenti imputabili al caldo, tachicardie, anomalie respiratorie), ma perché non ricorrere alla sanità se sussiste un dubbio o una semplice incertezza ?

Insomma, calcolando che la presenza di medici, in caso di ferie da usufruire o addirittura da recuperare, potrebbe risultare del 20% inferiore rispetto alle effettive necessità, ci si chiede se non sia il caso di rivedere il piano di ripartizione dell’assistenza medica, addirittura per tutti i mesi estivi. Il traguardo da raggiungere dovrà essere uno soltanto: evitare brutte figure.

 

 

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