ITALIA, UNA REPUBBLICA FONDATA SULLE … FONDAZIONI

di U. P.

Ho sempre avuto parecchie perplessità di fronte all’istituzione delle Fondazioni. A partire da quelle bancarie, si intende. E i fatti nel tempo mi hanno dato ragione, purtroppo. Chi non ricorda lo scandalo recente del Monte dei Paschi di Siena o di Carige?

Da poco, sembra che finalmente sia allo studio una riforma della gestione finanziaria e del governo societario di queste strutture. Speriamo soprattutto che sia possibile fare chiarezza, per quanto riguarda l’entità del patrimonio e le erogazioni, tenendo conto di una cosa che spesso sfugge ai più e che cioè questi dovrebbero essere enti senza scopo di lucro.

Ma, allo stato attuale, la chiarezza su questo fronte è poca. Negli ultimi tempi, è emerso in maniera molto inquietante anche il problema delle fondazioni politiche, che dietro ai loro scopi pseudo-culturali rappresentano un modo per raccogliere finanziamenti, senza eccessivi controlli da parte di chi li dovrebbe gestire (non vi è l’obbligo di rendere pubblico il bilancio). Oltretutto, queste fondazioni culturali ricevono anche fondi pubblici (cioè soldi dei cittadini): 5 per mille.

Non vogliamo entrare nel merito di quello che è accaduto recentemente con la Fondazione Italianieuropei di Massimo D’Alema con l’acquisto di bottiglie di vino e copie di libri da parte delle immancabili cooperative rosse. Sappiamo che il terreno è minato e c’è gente che ha la querela facile!

Ma anche altre fondazioni non brillano per comportamenti lineari come la Fondazione VeDrò di Enrico Letta o quella gestita dall’ex sindaco Alemanno, denominata Nuova Italia e finita nelle indagini per Mafia Capitale. Nessuno dimentica la Fondazione Fare Metropoli di Filippo Penati, coinvolta in qualche modo nello scandalo di “Sesto San Giovanni”.

Insomma, visto che i partiti (di destra, sinistra e centro) hanno perso la faccia ora si cerca di ritrovare una nuova verginità nelle fondazioni che riuniscono personaggi, magari attualmente ai margini della politica attiva, ma sempre con le mani bene in pasta. Ricordiamo che Fausto Bertinotti è presidente della Fondazione “Cercare ancora” (chissà se nel frattempo hanno trovato qualcosa?). D’altra parte, sembra che nessuno, nemmeno il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, possa fare a meno dell’aiuto di una Fondazione, che nel suo caso sichiama Open e ha contribuito a raccogliere fondi attraverso le famose cene da 1000 euro a botta.

Ma si può saper cosa fanno queste Fondazioni? Forse, sono laboratori, pensatoi per nuove classi dirigenti (oggi chi parla bene dice think tank), per studiare nuovi programmi politici? Apparentemente è così; se leggete i loro statuti, infatti, sono pieni di buone intenzioni. A me, però, sembra piuttosto – ma mi piacerebbe essere smentito  -che siano un modo, al solito molto furbesco, per raccogliere denaro avendo meno controlli e fungere così da paravento per manovre politiche di corrente e costituirsi una bella nicchia di potere per favorire i soliti vecchi marpioni della politica che il “cadreghino” non lo vogliono mai abbandonare.

L’immagine in apertura è una grafica di Georges Rouault della serie “Grotesque”, in mostra a ingresso libero al Castello Sforzesco fino al 7 giugno, e si intitola “L’âne ou Aliboron, e prende in giro certi intellettuali ignoranti e spocchiosi.

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