ENRICO MONTI: UN ARCHITETTO MILANESE QUASI DIMENTICATO

di Carlo Radollovich

Il grande ammiratore del liberty italiano, pioniere dell’industria del legno, ebanista con particolari doti di intagliatore, frequentatore della scuola di Brera sino al conseguimento del diploma accademico di “architetto”, nasce a Milano nel 1873.

Sebbene molto giovane, ricopre già incarichi di prestigio nel suo settore, incarichi che svolge con particolare zelo e competenza, lavorando incessantemente. Grazie ad un iniziale capitale messogli a disposizione dai genitori, originari della Val d’Ossola, apre una fabbrica per la lavorazione del legno. Si occupa dell’arredamento di uffici privati e pubblici e in questo settore spicca il suo estro e l’indiscutibile forza creatrice, tanto da essere considerato dai suoi operai non un titolare d’azienda, ma un abile maestro, una sorta di incitatore sempre alacre, operoso e attivo, pronto a dare preziosi consigli.

A soli quarantuno anni viene nominato cavaliere del lavoro (il più giovane d’Italia), titolo a cui tiene moltissimo. Cresce la sua fama anche all’estero, tanto da essere chiamato a Buenos Aires, grazie al suo impeccabile e inconfondibile stile, per arredare le sale del Parlamento argentino. Ma anche la regina Guglielmina d’Olanda non vuole rinunciare alla sua opera di arredatore. Infatti, gli commissiona mobili di pregio e gli affida niente meno che il palazzo reale di Amsterdam. Poi si rivolgerà a lui l’allora Società delle nazioni, con sede a Ginevra.

Forse, il suo “trionfo” ancor più ragguardevole si manifesta nel 1920, quando vince la gara per l’arredamento del palazzo legislativo di Montevideo. Ma le sue opere non finiscono qui. Se dedica pure all’arredamento navale ammobiliando una trentina di navi e di transatlantici, tra cui il ben noto Rex, detentore per anni del famoso “nastro azzurro”, il premio assegnato a quel piroscafo che effettua nel minor tempo l’attraversata dell’Atlantico.

Nel 1911, nella cittadina in cui sono nati i suoi genitori, Anzola d’Ossola, in provincia di Verbania, costruisce un gioiellino di villa (vedi foto), costruita utilizzando parti originali in legno provenienti dall’Esposizione Internazionale di Milano del 1906.

Enrico Monti, di natura assai generosa, non trascura i poveri della città di Milano. Infatti, tra un impegno di lavoro e l’altro, trova il tempo di effettuare importanti donazioni a varie associazioni benefiche. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1949, è amabilmente ricordato dall’architetto Ambrogio Annoni, suo carissimo amico: “Me lo vedo ancora sulla porta di casa mia, sorridente come sempre, dall’aspetto decisamente arruffato, che non nasconde la sua inesauribile voglia di fare e di far fare”.

 

 

 

 

 

 

 

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