ULTIMATO IL RESTAURO DELL’ANTICO OSPEDALE SPAGNOLO

di Carlo Radollovich

Al Castello Sforzesco, dopo quasi due anni di paziente lavoro, è stato completato il restauro dell’Antico Ospedale Spagnolo, sistemato presso la Cortina di S.Spirito – Lato Cadorna, articolato su due sale.

La prima, di 200 metri quadrati circa, destinata agli ammalati dell’epoca, la seconda di 65 metri quadrati, originariamente realizzata con la funzione di cucina.

Va ricordato che, per una trentina d’anni (dal 1970), questi spazi erano stati occupati dalle biblioteche rionali per poi essere adibiti a deposito sino all’estate del 2013, epoca in cui ebbero inizio i lavori di restauro.

Davvero pregevoli queste preziose operazioni compiute da restauratori di provata esperienza. La grande sala ne è uscita stupendamente rinnovata. Di notevole rilievo la splendida raffigurazione, in lingua latina, del Credo Apostolico, preghiera che gli infermi potevano leggere e recitare dai loro lettini.

Sono state inoltre risistemate tracce di dipinti che raffiguravano diversi governatori spagnoli e alcune insegne araldiche relative a nobili famiglie spagnole.

Il restauro era stato suddiviso in due fasi: la prima riguarda il recupero delle superfici dell’Ospedale nelle sue prime tre campate ossia il “rinnovo” delle murature, degli intonaci semplici e decorati nonché di alcune forme architettoniche preesistenti.

La seconda è relativa alla quarta campata con il restauro dell’antico pavimento e alla realizzazione di un nuovo assito in listoni di rovere finissimo. A proposito di pavimenti, si è prestata particolare attenzione allo spazio su cui verrà deposta la copia della Pietà Rondinini (nuovamente visitabile qui a partire dal prossimo 2 maggio), prevedendo uno speciale basamento dalle proprietà antisismiche. Infine, non va dimenticato il restauro compiuto sui portoncini fatti installare dall’architetto Luca Beltrami (1854 – 1933) all’inizio del Novecento.

I costi complessivi sostenuti, per la verità, risultano notevoli e si aggirano sui 2 milioni di euro, finanziati dalla Fondazione Cariplo. Si confida tuttavia che i quattrini sborsati possano mettere concittadini e turisti nella ideale condizione di poter ammirare questo autentico gioiello della storia milanese, finalmente rimesso a nuovo con non pochi sacrifici.

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