LA COLONIA MILANESE DI CELLE LIGURE

di Carlo Radollovich

La mitica colonia di Celle, edificata sopra una collina dolcemente degradante verso il mare, eretta nel 1902 dall’Opera Pia Milanese per la cura balneare dei bambini tra i 6 e i 12 anni, non viene più utilizzata dalla Regione Lombardia dal 1997.

Un vero peccato. Non soltanto perché nel frattempo non si è più potuto usufruire di questa ampia e comoda struttura, ma anche perché le costruzioni si stanno purtroppo degradando. Per la verità, si era tentato di affidare il restauro a diverse imprese, ma una lunga serie di fallimenti aziendali, di rinvii a giudizio e di contenziosi, hanno di fatto bloccato qualsiasi tipo di intervento risolutore.

E’ interessante dare un breve sguardo a questa colonia che attende di riprendere le vecchie funzioni. E’ composta di tre grandi edifici, sorti tra numerosi palmizi e oleandri, che si presentano con una spiccata nota di maestosità. Due piazzali erano in grado di accogliere i bambini per i giochi all’aperto, una pineta di 35mila metri quadrati serviva per le passeggiate dei piccoli ospiti.

Un padiglione, che era stato intitolato a Rodolfo Sessa, un nobile milanese che elargì cospicui fondi all’Opera Pia, comprendeva quattro camerate e la lavanderia; il padiglione centrale era destinato alla direzione e a servizi vari (cucina per quei tempi moderna e forno per il pane); un terzo padiglione comprendeva sei camerate, anche queste con tanto di lavabi, servizi igienici e docce, nonché un ampio salone a pianterreno per la ricreazione dei bimbi durante le giornate piovose.

L’accesso alla spiaggia era consentito attraverso un comodo sottopassaggio (veniva così evitata la via Aurelia). Sopra la spiaggia, grazie ad un comodo viottolo, si giungeva ad un poggio sovrastante il mare di una quindicina di metri, che fungeva da solarium.

I piccoli ospiti (circa 1500) venivano divisi in tre turni da metà giugno a metà settembre, ma dagli anni Cinquanta la colonia funzionava, seppure solo in parte, anche permanentemente. Infatti, centoquaranta bambini che necessitavano di particolari cure, potevano essere ospitati nel padiglione centrale, dotato di alcune aule per l’istruzione elementare e di riscaldamento centrale.

Spiace che questo complesso non possa essere attualmente utilizzabile e soprattutto non consenta a diversi bimbi di sottoporsi alle necessarie cure elioterapiche.

Quando si risolveranno le attuali diatribe in tema di restauro ? Ci lasciamo con un simpatico auspicio, espresso in una frase appartenente ad una semplice poesia che alcune diligenti maestre degli anni Cinquanta avevano composto:

“Tornare a Celle questa è la speranza

che ci sostiene nelle avversità

per dare al corpo stanco la baldanza

e ritemprare in mar la volontà”.

 

2 thoughts on “LA COLONIA MILANESE DI CELLE LIGURE

  1. Oggi le strutture della colonia sono completamente degradate. Il tetto, tutto in amianto, non solo e’ sfarinato ma perforato in diversi punti. Insomma una vera e propria piaga ambientale per tutto il territorio circostante.

  2. Da segnalare anche, per onor di cronaca, che questa colonia godeva addirittura di una fermata ad hoc sulla ferrovia litoranea, che si chiamava appunto “Colonia Milanese”. Interposta tra Varazze e Celle, in realtà consisteva di un semplice marciapiede col relativo cartello, ma tanto bastava a dare un servizio agli ospiti della colonia. Sparì tutto nel 1977, anno in cui venne cancellata la splendida ferrovia costiera in favore del lugubre attuale raddoppio interamente in galleria.
    E’ un vero peccato che questa colonia, come del resto tutte le colonie comunali o pubbliche d’Italia, non esista più. In Romagna è ancora peggio, tra Cervia e Cesenatico ci sono interi edifici in riva al mare oggi spettrali e in preda a teppisti e stranieri. Del resto, d’altra parte si tratta di retaggi di epoca fascista, in cui lo Stato si scriveva con la S maiuscola, era vicino ai cittadini, pur se a scapito di un pò di libertà, e forniva una reale assistenza. Oggi, a causa dello scempio alle casse pubbliche perpetrato tra il dopoguerra e gli anni 80, ma purtroppo continua ancor oggi, si vedano i falsi invalidi del sud Italia o le 30mila guardie forestali della Sicilia, i Comuni non hanno nemmeno più i soldi per asfaltare le strade, figuriamoci se sia proponibile ripristinare le vecchie colonie di villeggiatura.

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