LA POPOLAZIONE DI MILANO

di Carlo Radollovich

Quando i miei parenti svizzeri mi ponevano alcune domande relative al numero di abitanti residenti nelle principali città italiane, rispondevo con un certo orgoglio che Milano era in testa alle classifiche con circa due milioni di persone.

Per la verità, questo traguardo non lo si raggiunse mai, ma quando l’economia del nostro Paese era ancora in grado di mostrare con una certa esultanza i propri muscoli (correva l’anno 1973), si arrivò a oltre un milione e settecentomila abitanti.

Purtroppo, dal 1974, si manifestò un costante declino sino ad arrivare, nel 2013, a poco più di un milione e trecentoquindicimila persone.

E pensare che nel 1923, quando a Milano si aggiunsero i Comuni di Affori, Baggio, Chiaravalle, Crescenzago, Gorla, Greco, Lambrate, Musocco, Niguarda, Trenno e Vigentino, non solo la superficie di Milano aumentò sino a 190 chilometri quadrati circa, ma anche i residenti passarono da settecentodiciottomila circa (anno 1921) a novecentonovantamila circa.

Le cause del costante declino verificatosi poco dopo i primi anni Settanta ? Più defunti che nascite, fecondità per ogni singola donna che scende sotto i due figli (circa 1 per le italiane, circa 1,6 per le straniere), aumento del numero degli immigrati che tuttavia “producono” meno figli, invecchiamento della popolazione, coppie di sposi che lasciano la città per non poter far fronte agli alti costi delle case o anche degli affitti.

Le stime statistiche ci fanno tuttavia ben sperare circa un discreto recupero sui limiti precedenti: verso il 2020 si dovrebbe raggiungere, sempre in città, una consistenza pari a un milione e trecentosessantamila e, verso il 2030, potremmo arrivare a un milione e cinquecentomila.

 

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