EXPO: L’ALBERO DELLA VITA

di Carlo Radollovich

A tempo di record, grazie ad uno straordinario lavoro nelle ultime settimane (dopo mesi di lungaggini, di ritardi, addirittura di paventati stop), ecco finalmente sul rettilineo d’arrivo questa costruzione che rappresenterà il simbolo dell’Esposizione.

Spiccherà dall’alto dei suoi trentacinque metri. Realizzata con duecentocinquanta tonnellate di acciaio e con l’impiego di finissimo legno di larice, riuscirà senz’altro a stupire visitatori e operatori economici.

L’Albero della Vita è nato da un’idea di Marco Balich (un imprenditore e produttore di alta ingegnosità che tra l’altro collaborò alla creazione di diversi programmi per Rai e Mediaset), al quale è stata pure assegnata la carica di direttore artistico del Padiglione Italia. Ci rimase male, nel settembre dello scorso anno, quando Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, decise di fermare il progetto, in mancanza del necessario bando di gara. Insomma, quasi una never ending story.

Il tutto si risolse nell’ottobre 2014 poiché il consorzio Orgoglio di Brescia (costituito per l’occasione da diciotto aziende, “trainate” dall’imprenditore Giancarlo Turati) offrì gratuitamente la realizzazione dell’opera, grazie anche alle sponsorizzazioni di Pirelli e della Coldiretti. Proprio ieri Orgoglio riusciva ad issare, con grande soddisfazione del consorzio, la magnifica chioma dell’Albero, con il ragguardevole diametro di ben quaranta metri.

Ora manca soltanto l’installazione di un complicatissimo strumento: l’impianto che sarà in grado di creare e di sviluppare i suggestivi effetti speciali nel corso dei sei mesi di vita della manifestazione. La gara relativa è già stata aggiudicata. Una corsa contro il tempo ? Certamente, ma si lavorerà ventiquattro ore su ventiquattro, con la certezza (secondo quanto assicurano i tecnici) che il prossimo 1°giugno l’Albero della Vita saprà sfoggiare tutta la sua fascinosa eleganza.

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