MILANO: LE POLVERI SOTTILI SU LIVELLI ELEVATI

di Carlo Radollovich

L’inquinamento atmosferico costituisce da sempre un grave problema che coinvolge soprattutto i grandi agglomerati urbani e occorre pertanto che ogni nazione aumenti decisamente i propri sforzi per salvaguardare in modo ottimale l’ambiente e le persone che ci vivono.

Si dovrà eliminare, compatibilmente con l’evolversi della tecnologia, qualsiasi tipo di composto estraneo che risulti deleterio per la vita, sia in forma diretta, sia indirettamente. Il cammino da percorrere in chiave ecologica sarà complesso, ma non dovrà subire rallentamenti, pena il deterioramento e l’aggravamento della nostra salute.

ll Washington Post ha recentemente pubblicato uno studio effettuato da alcuni scienziati sulle normative dell’Unione Europea in tema di smog e ha riportato che queste risulterebbero inefficaci.

Si parla di polveri sottili, emesse a seguito di combustioni, gas di scarico degli autoveicoli, impianti di riscaldamento, inceneritori, eccetera, che nell’anno 2030 dovrebbero purtroppo far precipitare Milano tra le città più inquinate, unitamente a Torino, Parigi, Stoccarda, Stoccolma, Gijòn, Varsavia, Cracovia, Sofia.

Se i valori di Pm10 si attestassero su valori inferiori ai 25 microgrammi per metro cubo d’aria, sarebbero da classificarsi moderati; tra i 25 e i 35 microgrammi verrebbero giudicati alti; se si registrassero valori oltre i 35 microgrammi dovremmo schedarli come molto elevati.

E a Milano, dal primo gennaio di quest’anno, abbiamo superato per ben 31 giorni la soglia imposta dall’Ue (50 microgrammi per metro cubo d’aria), tenendo presente che, nel corso di un intero anno, ci è consentito uno sforamento di soli 35 giorni.

Discutendo su tali valori, l’opposizione, a Palazzo Marino, ha sottolineato come l’Area C abbia svolto un ruolo del tutto inutile. Per contro, la maggioranza ha fatto presente che un giudizio in proposito non poteva essere formulato perché gli studi effettuati dagli scienziati hanno preso in esame i dati forniti dall’Airbase (database sulla qualità dell’aria) fermi all’anno 2009.

In ogni caso, la lotta contro le micropolveri va condotta dalle competenti autorità in modo efficace, perché i dati relativi alle cause di morte per inquinamento, in tutta Europa, sono decisamente allarmanti: si calcola che, mediamente in un anno, si riscontrino decessi pari a 250mila individui.

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