MONZA: LA CAPPELLA DI TEODOLINDA RIAPRE DOMANI

di Carlo Radollovich

Dopo accuratissimi restauri che si sono protratti per circa sei anni, con un costo complessivo di circa tre milioni di euro, la Cappella dedicata alla regina Teodolinda (570 – 627) nel Duomo di Monza, ove è custodita la ben nota Corona ferrea, riapre finalmente al pubblico in data 7 febbraio.Da parte della restauratrice Anna Lucchini, e di tutta la sua squadra, sono state impiegate le tecnologie più avanzate e innovative.

Sino al prossimo mese di maggio si potrà salire sui ponteggi per poter ammirare, da molto vicino, cinquecento metri quadrati di stupendi affreschi, di una inconfondibile vivacità di colori, comprendenti tra l’altro quarantacinque scene disposte su cinque registri sovrapposti che rivestono interamente le pareti: è raffigurata spesso la bellissima regina longobarda, alla quale si riconosce il merito di aver convertito al cattolicesimo i propri sudditi.

Ma andiamo con ordine: le scene, da 1 a 23, illustrano le nozze tra Teodolinda e il primo marito Autari, sino alla morte del re. Nella 24 sino alla 30 si ammirano i preliminari e le nozze di Teodolinda con il secondo marito Agilulfo. Dalla 31 alla 41 si osservano la nascita e le successive tappe costruttive del Duomo. Infine, dalla 42 alla 45 si assiste all’approdo dell’imperatore Costante e del suo rientro a Bisanzio.

In alcuni affreschi sono pure abilmente raffigurati diversi momenti che caratterizzano la vita di corte a Milano nel secolo XIV: vi sono dipinti, tra l’altro, banchetti, feste, balli e battute di caccia.

Le opere furono realizzate, tra il 1441 e il 1446, dai Zavattari, famiglia di pittori che risiedeva in Milano. Il padre, Franceschino, ebbe tre figli: Giovanni, Gregorio e Ambrogio. Con essi lavorò alla realizzazione degli straordinari affreschi accennati.

Brevi annotazioni relative alla Cappella di Teodolinda: venne eretta sulla sinistra del Duomo, contemporaneamente a quella posta sulla destra, dedicata alla Vergine Maria, verso la fine del XIV secolo. Dietro l’altare si trova il sarcofago nel quale fu traslato (nel 1308) il corpo della regina dall’originaria basilica longobarda.

Informazione per i nostri lettori: la visita può essere effettuata, da domani, in piccoli gruppi di persone che non devono superare le 15 unità. Occorre prenotarsi telefonando al seguente numero: 039.326383.
Una visita che merita ampiamente di essere effettuata. Vittorio Sgarbi, ambasciatore per le arti per l’Esposizione milanese, è rimasto incantato dal minuzioso lavoro di restauro eseguito.

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