IL COMUNE SI MOBILITA CONTRO LA DISPERSIONE SCOLASTICA

di G. Perugini

Il Comune di Milano ha lanciato un progetto per contrastare la dispersione scolastica coordinato in 8 Zone della città e che coinvolge 50 istituti e oltre 2.600 alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado.

Coordinato dall’Agenzia di Ricerca Sociale Codici e reso possibile grazie ai fondi della legge 285/97 Piano per l’Infanzia e l’Adolescenza, il progetto – a cui hanno partecipato numerose cooperative sociali diffuse sul territorio, associazioni e gruppi di volontariato – prevede l’istituzione di percorsi di sostegno didattico-motivazionale, laboratori sull’affettività, sportelli di ascolto psicologico per ragazzi e genitori, aiuto individuale nei compiti, corsi di italiano per alunni (e rispettive famiglie) stranieri, laboratori di teatro, narrazione e ludico-didattici estivi.

Il progetto si è reso indispensabile poichè da una recente ricerca dell’Anasco – l’Anagrafe scolastica del Comune – è emerso che a Milano sono 8.096 i bambini a “rischio di dispersione scolastica”, ovvero l’8,70% di tutti gli scolari. Il 40,4% di essi risultano stranieri nati all’estero (3.274 bambini), il 39,9% italiani (3.230 bambini) e il restante 19,28% (1.561 bambini) sono stranieri nati in Italia. Stando a questi preoccupanti dati quindi, quasi 1 bambino su 10 rischia di abbandonare la scuola ancor prima di aver raggiunto il diploma di terza media.

Dallo stessa ricerca, effettuata dall’Anasco con i dati dell’anno scolastico appena passato, risulta anche che quasi il 43% dei bambini stranieri nati all’estero viene inserito in una classe inferiore rispetto a quella della propria età. Spesse volte questa scelta – fatta in buona fede degli insegnanti per cercare di agevolare l’alunno che ancora non conosce perfettamente la nostra lingua – porta invece a risultati opposti a quelli sperati: questi ragazzi, infatti, perdono la motivazione a seguire le lezioni e quasi il 26% di essi finiscono col subire una bocciatura che va ad appesantire e rallentare ulteriormente il loro già impervio percorso educativo.

Nello scorso anno scolastico 2013/14 sono stati ben 354 i ragazzi che hanno deciso di smettere di andare a scuola: lo 0,38% del totale degli alunni presi in esame. Si tratta di interruzione di frequenza scolastica non formalizzata, che in molti casi riguarda bambini stranieri che tornano nei Paesi d’origine senza farne comunicazione alla scuola.

Alla luce di questi dati allarmanti, il Comune di Milano ha deciso di scendere in campo attivamente e di agire direttamente zona per zona, quartiere per quartiere, scuola per scuola, per cercare di arginare e prevenire un fenomeno preoccupante come quello dell’abbandono scolastico.

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