Sergio Mattarella: 12° presidente della Repubblica Italiana

di Antonio Barbalinardo

Sabato scorso intorno alle ore 13 presso la Camera dei Deputati in seduta comune i cosiddetti grandi elettori nella quarta seduta hanno eletto l’ex onorevole ed ex ministro Sergio Mattarella, quale Presidente della Repubblica, con 665 voti, seduta, dove bastavano già 505 voti, determinando così un grande risultato di convergenza politica sul candidato Mattarella che l’ha portato a quasi due terzi dei 1009 grandi elettori.

Così l’Italia repubblicana, ufficialmente da martedì 3 febbraio 2015 ha il suo 12° Presidente della Repubblica, dopo che come prevede l’articolo 91: “Il Presidente della Repubblica, prima di assumere le sue funzioni presta giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione dinanzi al Parlamento in seduta congiunta” .

L’ultima carica istituzionale dell’ex onorevole Sergio Mattarella, era di Giudice della Corte Costituzionale in carica  dal  5 ottobre 2011.

Come Redazione de ilMirino vogliamo far pervenire al nuovo presidente della Repubblica Sergio Mattarella le nostre felicitazioni e gli auguri di un buon avvio di lavoro da Presidente di tutti gli italiani.

Non descriverò né la storia del nuovo Presidente e nemmeno il come e perché si è arrivato all’elezione del nuovo Presidente della Repubblica Italiana, poiché tutti i media delle divere testate giornalistiche e televisive ne hanno parlato ampiamente.

Desidero solo fare alcuni riferimenti che mi hanno subito colpito dalla sua prima apparizione televisiva quando il presidente della Camera, l’onorevole Laura Boldrini e la facente funzione presidente del senato, la Senatrice Valeria Fedeli si sono recati presso la sede della Corte Costituzionale, dove hanno comunicato a Sergio Mattarella la sua avvenuta elezione a Presidente della Repubblica Italiana.

Si notava la commozione e forse anche la tensione del neo presidente Mattarella nel ricevere la comunicazione ufficiale, senz’altro il suo pensiero sarà stato quello della grande responsabilità che in quel momento si stava assumendo, poiché come riferisce l’articolo 87 della costituzione: “ Il Presidente della Repubblica è il capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale…”, pertanto dal momento dell’insediamento rappresenta tutti gli italiani, di ogni ceto sociale,  ideologia  politica e di ogni fede religiosa.

Già la sua breve dichiarazione rilasciata è sembrata un programma, dichiarazione che abbiamo ascoltato alla televisione: “Il pensiero va soprattutto e anzitutto alle difficoltà e alle speranze dei nostri concittadini. È sufficiente questo”.

Pertanto penso che questa sia una traccia dell’impegno e della consapevolezza del momento sociale, politico ed economico italiano di cui è ampiamente consapevole.

La mia prima impressione nel sentire quella frase così breve ma molto intensa e indicativa, mi ha portato alla mente la prima parola detta da Papa Francesco al momento della sua apparizione sul balcone della Basilica di San Pietro con “Buona sera dove ha stupito tutti, dove dopo il Suo percorso nella  quotidianità ne è testimonianza del nuovo percorso nella Chiesa.

Personalmente dopo quel breve pensiero del neo Presidente, ho subito pensato al concetto della “sobrietà nella politica”, un concetto che aveva introdotto ed espresso il cardinale Dionigi Tettamanzi alcuni anni fa durante il Suo episcopato in particolare quando incontrò tutti gli impegnati nell’ambito sociale e politico milanese. Quel concetto di sobrietà l’ho visto adesso nel presidente Sergio Mattarella e ho pensato alla sua provenienza e formazione nell’Azione Cattolica e anche al suo periodo siciliano nella Palermo della metà degli anni ottanta quando sorsero associazioni, comitati cittadini e movimenti culturali, sociali  che svilupparono iniziative politiche con la promozione della cultura della legalità. E qui penso al lavoro svolto allora da due grandi gesuiti impegnati a Palermo, Padre Ennio Pintacuda e Padre Bartolomeo Sorge, opera che svolgevano nell’Istituto di Formazione Politica Pedro Arrupe, diretto da Padre Bartolomeo Sorge.

Forse bisogna partire da quel periodo per capire meglio chi è oggi il presidente Sergio Mattarella.

Adesso speriamo che il nuovo presidente della Repubblica Sergio Mattarella possa compiere il suo mandato presidenziale non solo con sobrietà ma con capacità ed essere al disopra delle parti; a Lui rivolgiamo ancora il nostro augurio e che Dio lo possa accompagnare e illuminare in questo Suo nuovo percorso istituzionale.

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