27 gennaio: per non dimenticare la Shoah

di Antonio Barbalinardo

Settanta anni fa, il 27 gennaio 1945, l’Armata Rossa raggiungeva il Campo di Concentramento di Auschwitz e liberava i prigionieri lì deportati che erano scampati alla morte, mettendo fine alla tragedia più grande che la storia dell’umanità abbia visto e vissuto.

Quella tragedia umana ha visto lo sterminio di milioni di ebrei ad Auschwitz, a Birkenau, a Bergen Belsen, a Stutthof, a Mittelbau-Dora, a Mauthausen, a Buchenwald e in altri campi di concentramento.  L’inizio della liberazione dei campi di concentramento iniziata ad Auschwitz proseguì nei mesi successivi anche in tutti gli altri campi, liberazione fatta non solo dai soldati russi, ma anche dai soldati inglesi e dai soldati americani che allora costituivano le forze alleate per sconfiggere il nazifascismo.

Il regime fascista italiano, di quella tragedia, ne fu compartecipe, dopo nell’Italia libera, con la legge n° 211 del 20 luglio 2000, istituì la data del 27 gennaio quale “Giorno della Memoria” per ricordare tutte le vittime di quell’olocausto.

La legge n° 211, nell’articolo 1 riporta: “La Repubblica Italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”.

In questi giorni molti sono stati i momenti commemorativi che hanno portato alla memoria di quei particolari eventi tragici di settanta anni fa. Le Istituzioni e le Comunità ebraiche in particolare hanno ricordato la ricorrenza con diverse iniziative, anche la RAI ha trasmesso servizi e film dal tema “SHOAH – PER NON DIMENTICARE”.

Non parlerò delle celebrazioni ufficiali di questa ricorrenza, ma riferirò di momenti che si sono svolti nella nostra Circoscrizione, iniziative semplici ma importante che hanno voluto lanciare un messaggio in particolare alle giovani generazioni, messaggio educativo e formativo proprio per non dimenticare, visto che c’è ancora qualcuno che mette in dubbio che la tragedia della Shoah non sia esistita.

2 Espositore su BAMBINI E OLOCAUSTO
Mostra allestita presso la biblioteca di piazzale Accursio

Un’importante mostra è stata allestita presso la Villa Scheibler, con disegni su tale tema, disegni fatti dai bambini delle Scuole Primarie del Quartiere con l’esposizione anche di una serie di poster che riportano disegni e poesie scritte dai bambini del ghetto di Terezin del campo di concentramento di Theresienstadt. Inoltre sempre nella Villa Scheibler nel pomeriggio di domenica 25, le classi IV e V della Scuola Primaria “Pastor Angelicus” con canti hanno svolto un momento musicale dal titolo “I bambini cantano… la Shoah”, il tutto promosso dal COMITATO 70° LIBERAZIONE Zona 8.

Molto interessante è stato anche quanto preparato negli spazi della Biblioteca Accursio, dove sono stati allestiti alcuni pannelli e scaffali ad hoc con libri sull’Olocausto. Molto significativo l’espositore “BAMBINI E OLOCAUSTO”, con libri per ragazzi, quali: “Anna Frank – Raggio di sole negli anni bui del nazismo” di Anna Kramer, “Il bambino nascosto” di Isaac Millman, “Il bambino con il pigiama a righe” di John Boyne, “Il bambino di Schindler” di Leon Leyson e altri libri. Mentre negli scaffali rivolti agli adulti, c’erano esposti i libri: “Giorgio Perlasca – Un italiano scomodo” di A. Hallenstein e C. Zavattero, “Il libro della Shoah italiana – I racconti di chi è sopravvissuto” di Marcello Pezzetti, “La strada per Auschwitz” di Giovanni Gozzini, “La lista di Schindler” di Thomas Keneally, libro da cui è stato tratto il famoso film di Steven Spielberg.

C’era anche un espositore dedicato al “Giardino dei Giusti” giardino-monumento che si trova nel Parco del Monte Stella, l’espositore riportava le immagini e le schede di alcuni personaggi cui è stato dedicato il ceppo marmoreo alla memoria.

Nel ricordare la “Giornata della Memoria” mi viene alla mente la testimonianza raccontata da due ex deportati che hanno avuto la fortuna di poter ritornare a casa dopo la detenzione nei campi di concentramento, testimoni esemplari, quali Nedo Fiano e Giuseppe Castelnuovo che alcuni anni fa ho ascoltato dalla diretta voce quanto da loro vissuto. Nedo Fiano, per la promulgazione delle leggi razziali, fu arrestato e deportato ad Auschwitz, identificato col tatuaggio sull’avambraccio, A5405 e la stella di David gialla cucita sulla giacca mentre Giuseppe Castelnuovo di Cesate, deportato politico, fu deportato nel campo di concentramento di Mauthausen identificato con il triangolo rosso, e il numero 115433.

Si prova una grande emozione nel vedere i filmati o le interviste televisive ai pochi deportati sopravvissuti, però sentir raccontare dai diretti testimoni gli episodi di quanto hanno vissuto e subito, l’emozione e la commozione che si prova è tutta altra cosa e molto diversa.

Come noto, nei campi di concentramento tutti i deportati erano identificati secondo la provenienza e la motivazione, cosi il triangolo rovesciato, chiamato winkel, che tutti i deportati avevano, all’interno riportava la sigla della nazionalità, IT per quella italiana, ogni triangolo aveva un colore e ne definiva la categoria di appartenenza, per i deportati politici di colore rosso, per i criminali di color verde, per gli asociali il nero, per gli omosessuali il rosa, per i Testimoni di Geova il viola mentre per gli ebrei il simbolo era la stella di David di colore giallo.

In Italia oltre a quelli che hanno contribuito o sono rimasti indifferenti a tale tragedia, però ci sono state anche molte persone che hanno rischiato la propria vita per far sì che tantissime persone ebree o perseguitati politici potessero salvarsi. Tra queste persone desidero ricordare il nome di Madre Donata Castrezzati della Congregazione delle Suore delle Poverelle, che accogliendo l’invito del Cardinale Ildefonso Schuster, accolse nel proprio istituto gli ebrei perseguitati dal regime nazifascista, così  Madre Donata Castrezzati, presso l’Istituto Luigi Palazzolo di Milano, aiutata da due consorelle, suor Simplicia Vimercati e suor Clara Filippini, mettendo a repentaglio la sua vita e quella delle consorelle ha accolto e nascosto centinaia di ebrei all’interno dell’Istituto. Le tre suore, una volta scoperte furono arrestate e portate nel carcere di San Vittore e lì detenute dal 14 luglio al 3 agosto 1944, quasi prodigiosamente fu evitata loro la deportazione nei campi di concentramento in Germania. Dopo oltre dieci anni alla Madre Superiore, suor Donata Castrezzati, nel 1956 per il coraggio e l’impegno nell’aiuto dato agli ebrei milanesi gli pervenne il riconosciuto ufficiale da parte della Comunità Israelitica di Milano.

Per non dimenticare presso i sotto binari della Stazione Centrale di via Ferrante Aporti, luogo del nefasto e famoso binario 21, è stato aperto il “Memoriale della Shoah di Milano”, all’ingresso c’è un lungo muro con inciso “INDIFFERENZA”, senz’altro è il pensiero-monito vissuto allora dalle persone ebree in particolare. Purtroppo la storia del passato non ci ha insegnato nulla poiché nonostante tutto, le atrocità continuano, ieri verso gli ebrei, negli anni ’90 nei Balcani con la cosiddetta “pulizia etnica”. Oggi la violenza continua ancora verso i popoli di diverse etnie o fede religiosa, in Pakistan come in Siria, in Ucraina come in Nigeria. Ecco perché bisogna continuare a trasmettere alle nuove generazioni il messaggio della commemorazione della “Giornata della Memoria” affinché possano loro crescere con una coscienza e spirito diverso e far sì che non  restino indifferenti difronte alle tragedie che colpiscono ancora l’umanità.

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Il Giardino dei Giusti al Parco Monte Stella

 

 

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