LA LEGIONELLA A BRESSO: ANCORA DUE MALATI

di Carlo Radollovich

Dopo i sei casi registrati tra settembre e ottobre alle porte di Milano, la legionellosi o malattia del legionario si affaccia nuovamente a Bresso contagiando due persone ultrasessantenni.

Si riteneva, come assicurato nel dicembre scorso dalle competenti autorità, che la malattia potesse considerarsi definitivamente debellata, ma l’emergenza non è purtroppo ancora chiusa, tanto da ritenere ancora valide le misure precauzionali varate a suo tempo. Ad esempio, viene raccomandato di alzare a 65 gradi la temperatura degli impianti idrotermosanitari condominiali, evitare le docce brevi e bollenti, dare la precedenza al bagno per le pulizie personali.

Sono ancora un mistero le cause che hanno provocato la legionella, malgrado siano state effettuate decine di controlli in varie parti della città. L’ipotesi più verosimile riguarda i lavori effettuati la scorsa estate presso l’acquedotto pubblico, lavori che forse avrebbero favorito la diffusione del batterio. Ma le analisi relative hanno fornito valori negativi.

Si era anche sospettato della piscina comunale e di altre strutture ove si impiega acqua per specifici usi (lavanderie, laboratori vari, parrucchieri, residenze per anziani) e, in questi casi, tutti si erano dichiarati disposti ad effettuare pulizie accurate di tubature e di macchinari.

Insomma, sono state impostate e avviate nuove analisi e in base ai test risultanti verranno adottate speciali contromisure per procedere a nuove sanificazioni. E pure nei condomìni che ospitavano ammalati di legionellosi (anche se nel frattempo perfettamente guariti), si dovranno monitorare con assiduità gli impianti, effettuando precisi controlli.

Da parte nostra ribadiamo la necessità di tenere tutti i casi sospetti sotto stretta osservazione affinché la popolazione, compresa ovviamente quella di Milano, possa condurre la propria esistenza su livelli di assoluta tranquillità.

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