BUONE NOTIZIE DAL MONDO DELLA NATURA

di Carlo Radollovich

Soprattutto in Italia, diverse specie di animali che erano sull’orlo dell’estinzione, si stanno gradatamente ripopolando.

Ad esempio, l’orso bruno marsicano, che sino a cinque anni fa poteva contare solo su pochissime decine di esemplari (avvelenamenti e bracconaggio li avevano falcidiati) sta aumentando di numero, tanto che nello scorso autunno sono stati censiti una decina di cuccioli.

Altrettanto dicasi per l’orso bruno alpino che, grazie alle recenti introduzioni dalla Slovenia, si sta sempre più diffondendo in Trentino e non solo. Certamente, considerati i rischi derivanti (ma è dimostrato che questo plantigrado, se non disturbato, attacca l’uomo solo in rarissime circostanze), dovrebbe essere oggetto di particolare riguardo, anche in caso di danni apportati a proprietari di pecore, capre e vitelli. Lo Stato si è comunque dichiarato disposto a ristudiare gli indennizzi da versare a coloro che hanno subito perdite.

Anche il lupo italico sta difendendo bene la propria sopravvivenza, se pensiamo che, nel Parco d’Abruzzo, la specie non superava i cento esemplari sino a pochi decenni fa. Ora i lupi sono diventati qui un migliaio, mentre persino sui monti Lessini, in provincia di Vicenza, alcune nuove famiglie stanno proliferando.

E che dire della lince, da anni praticamente estinta in Italia, che un’accorta campagna di ripopolamento l’ha fatta rivivere non solo su territori alpini, ma anche sugli Appennini ? Sono stati censiti una ventina di esemplari, che fanno ben sperare per il futuro.

E poi i cervi sardi, veramente in crisi sino agli anni Novanta, sono ora in notevole aumento grazie alla creazione di aree protette e di un Parco Regionale. Se ne contano circa seimila, tanto che siamo stati in grado di esportarne una piccola parte in Corsica, ove erano estinti da anni.

Passando ai volatili, ricordiamo che l’aquila del Bonelli, i cui nidi subivano in Sicilia saccheggi da troppi anni, hanno raggiunto la quarantina di coppie, grazie soprattutto ad una accurata sorveglianza in loco, appositamente organizzata. Interessanti notizie anche da parte delle gru: quest’anno hanno attraversato a migliaia il nostro Paese e si sta studiando un piano per poterli introdurre nelle valli di Portogruaro, in provincia di Venezia.

Vi è pure da segnalare un ritorno dell’ibis eremita. Sono giunti una trentina di questi uccelli presso l’Oasi di Orbetello.

Concludiamo con il tonno rosso, specie a rischio per la pesca ritenuta eccessiva. Per la prima volta, da otto anni a questa parte, si sono riscontrati segnali di una confortante ripresa, tanto che, nel corrente anno, si sono potuti pescare in numero maggiore rispetto al 2013.

Insomma, per tutti gli animali accennati, si delineano valide prospettive per il 2015. Confidiamo soltanto nella buona predisposizione da parte dell’uomo, affinché continui a rispettare e a favorire il mondo della natura sotto ogni profilo.

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