IL VECCHIO TEATRO MORISETTI

di Carlo Radollovich

Dobbiamo fare un salto a ritroso nel tempo e cioè alla seconda metà dell’Ottocento, prima che i Giardini Pubblici di porta Venezia (ora “Montanelli”) venissero recintati e prima che l’ultimo tratto di corso Venezia fosse allargato e sistemato. Il teatro sorgeva grosso modo ove attualmente si trova il ben noto Planetario, edificato verso la fine degli anni Venti e inaugurato nel 1930.

Un certo Attilio Morisetti, già introdotto nell’ambiente teatrale e amico di numerosi artisti, decise, nel 1880, di dar vita qui ad un caffé-concerto in una bassa e vecchia costruzione, impiegandovi in pratica tutta la famiglia: la moglie divideva con lui la conduzione del locale mentre una nipote sedeva sempre alla cassa.

Nel 1901, il Morisetti inaugurò, con vero coraggio da neo-impresario, una brillante stagione di varietà, con spettacoli di varia natura, malgrado l’angusta ristrettezza del locale. Basti pensare che gli artisti, dopo essersi vestiti e truccati in una sorta di séparé, dovevano raggiungere il mini-palco attraversando lo spazio destinato agli spettatori.

Il successo fu praticamente immediato, grazie anche alle numerose conoscenze di Attilio Morisetti nel campo teatrale, come si accennava. Vi recitarono personaggi di spicco per quei tempi come Emilia Persico, Tina De Robertis, Peppino Villani, Elvira Donnarumma e l’applauditissima Antonia Calabrini alla quale veniva immancabilmente richiesto di esibirsi nel “Ciribiribin”, canzone popolare molto allegra scritta nel 1898 da Tiochet (testo) e Pestalozzi (musica).

Ma la vera chicca offerta dal “Morisetti” al pubblico fu la presenza nel 1907 di Ettore Petrolini (1884-1936), il ben noto attore comico romano (ma poi anche drammaturgo, scrittore e sceneggiatore) che incantava gli spettatori milanesi con le sue interpretazioni davvero originali, assai curiose e pittoresche.

Il “Morisetti” fu presto definito il “locale del varietà”, con l’inserimento di parecchie serate d’onore e anche di attraenti esibizioni di ballerine e canzonettiste che costituivano il “dopo-spettacolo”. Addirittura si poteva anche giocare a carte in un locale sotterraneo che l’intraprendente Attilio Morisetti aveva saputo allestire.

L’inizio del primo conflitto mondiale (1914) coincise purtroppo con la fine del teatro Morisetti. Infatti, malgrado la rinomanza e la fama che il locale si era guadagnato in tutta la città, l’attività venne sospesa in via definitiva. Alcuni avanzarono l’ipotesi che il titolare avesse effettuato cattivi investimenti di denaro, altri che la famiglia non fosse più in grado di collaborare nella conduzione del teatro, imputando il tutto al precario stato di salute della moglie. Restava in ogni caso l’amara constatazione che una buona parte di brillanti esibizioni teatrali, seppure atipiche per certi versi, se ne fosse andata, purtroppo, per sempre.

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