CORRUZIONE:ITALIA PRIMA IN EUROPA, ROMA “MAFIA CAPITALE”

di Ugo Perugini

L’annuale relazione sulla percezione della corruzione elaborata da Transparency International ce lo conferma. Gli italiani sono i primi in Europa per corruzione. Bel record, veramente, di cui non possiamo però andare fieri. Occupiamo il 69° posto come trasparenza alla pari con la Grecia, la Romania e la Bulgaria. Non abbiamo peggiorato rispetto all’anno precedente e al 2011 ma restiamo comunque tra i Paesi meno virtuosi del G7 e anche tra i G20 siamo superati da Usa, Canada ma anche da Arabia Saudita e Turchia.

In questo quadro davvero deludente non può stupirci il nuovo scandalo emerso a Roma proprio in questi giorni. Semmai, è l’ennesima conferma. Numerosi arresti, un centinaio di indagati in una indagine che ha messo in luce un sistema corruttivo diffuso che riguarda l’assegnazione degli appalti compresi quelli dei centri di accoglienza per gli immigrati. Né ci può rallegrare il fatto che a Roma sia andato in porto quell’ipercompromesso storico criminale e clientelare che avrebbe unito neo fascisti, criminali e cooperative rosse, tutti insieme quando si tratta di spartirsi affari milionari.

Il Procuratore di Roma ha affermato che è stata identificata un’organizzazione criminale, definita “Mafia Capitale”, che è tipicamente romana, senza collegamenti ad altre mafie del sud, ma che utilizza i consueti metodi mafiosi. Non vogliamo entrare nel merito dell’inchiesta prima di conoscerne gli esiti. E’ certo però che la truffa è ancora più esecrabile visto che  ha riguardato un tema così sensibile come quello degli immigranti, ambito che, secondo alcune intercettazioni, avrebbe reso molto di più che la droga, la gestione dei rifiuti, il riciclaggio e la manutenzione dei parchi. Quando ci sembra di avere toccato il fondo. Scopriamo che c’è sempre qualcosa che va peggio!

Il meccanismo che ha fatto scattare questo perverso sistema va ricercato nelle varie iniziative dei Governi (2008 e 2011) che di fronte alle ondate di emigranti sono stati costretti a dichiarare lo stato di emergenza attribuendo ai prefetti un potere derogatorio in grado di bypassare qualsiasi eventuale controllo. Da qui la nascita di un lucroso giro di interessi che ha favorito le scelte del Tavolo di coordinamento nazionale – istituito dal Viminale per fronteggiare la crisi – per l’assegnazione dei flussi di immigrati alle strutture gestite dai soggetti coinvolti, suddivise in lotti di maggioranza e di minoranza. Tanto che nemmeno il recente cambiamento ai vertici del Comune avrebbe creato problemi.

Speriamo che si faccia piena luce su quanto sta emergendo, colpendo con le giuste condanne i responsabili. Certo è che bisognerà lavorare molto per riconquistare la fiducia dei cittadini, che alle recenti elezioni hanno già dimostrato con la loro astensione che di certa politica non ne possono proprio più.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *