E’ FINITA L’EPOCA DI BARBIE? ORA ARRIVA LAMMILY

di Remo Righi

Nickolay Lamm è un designer originale. Da piccolo non giocava con la Barbie, non tanto perché è un maschio e sarebbe stato sconveniente dedicarsi a un gioco prettamente femminile. No. Lui non ci giocava perché Barbie aveva un corpo sproporzionato: gambe troppo lunghe, magre, non articolate. Se fosse stata una donna vera, sarebbe stata costretta a camminare a quattro zampe!

Questo al nostro Nickolay non andava giù. Così, ha deciso di crearsi una bambola che nelle proporzioni del corpo rispecchi il tipo medio della popolazione americana attorno ai 19 anni. E, da qui è nata Lammily, 10,72 centimetri di altezza con un look decisamente più normale, non certo da top model.

Ma non basta. Lammily, oltre ad avere le gambe snodate, per sedersi, camminare, giocare è capace di stare in bilico anche su una tavola da yoga, e in più ha il pregio di rappresentare una ragazza normale, tanto è vero che negli accessori è stato previsto un set completo di segni di acne, cellulite e smagliature. Non è uno scherzo! La bambola sarà in vendita da gennaio a 6 dollari e ogni bambina potrà personalizzarla aggiungendo anche lentiggini o arrossendole le guance quando si trova in una situazione ansiosa o imbarazzante o inforcarle occhiali dalla montatura spessa. Insomma, una bambola  in grado di rispecchiare la realtà, visto che dal 50 al 90 % di ragazze attorno ai 19 anni svilupperà delle smagliature, oltre il 90% avrà la cellulite e l’80% soffrirà di acne.

Il designer americano è convinto che la gente voglia sempre di più anche nei giochi un rapporto con la realtà. Anche perché certi difetti fanno parte della nostra vita e non c’è nulla da vergognarsi. Lamm dice: “Non voglio far concorrenza alle bambole tradizionali, perfette e senza difetti. Voglio solo dare alle bambine che vogliono giocare la possibilità di scegliere anche una bambola non perfetta, sul cui corpo si possono osservare i segni della vita quotidiana, comprese le punture di zanzare, punti di sutura, graffi ed escoriazioni, cicatrici, e via dicendo”.

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