UN FRUTTO DI STAGIONE SEMPRE PIU’ CARO: LA CASTAGNA

di Carlo Radollovich

Questo saporito frutto, lessato o arrostito, ideale per confezionare una miriade di piatti con la farina ricavata, era già ben conosciuto nell’antichità.

Anche nei territori montani di Roma, come testimonia Plinio il Vecchio (23 – 79 d.C.), i castagneti erano da considerarsi ben introdotti e ben curati dai contadini. Alla fine del Quattrocento, quando la carenza di cereali si fece consistentemente sentire nel nostro Paese, la castagna si diffuse sempre di più, ovunque impiegata nella preparazione di piatti poveri e non solo.

Ma soltanto nell’Ottocento e nella prima metà del Novecento, questo frutto venne considerato di vitale importanza per la sopravvivenza di molte persone, tanto da influire direttamente sull’alimentazione e persino su stili di vita.

Nel 1951 si stimò, a livello nazionale, una raccolta record di 1milione e 700mila quintali. Ma nella seconda metà del Novecento, si verificò un crollo della produzione. Le cause ?

Anzitutto molti agricoltori, che si occupavano non solo di colture ma anche dei propri castagneti, abbandonarono campagne e boschi perché attratti dalla vita in città, sicuramente meno dispendiosa sotto il profilo fisico. In secondo luogo, le casalinghe impiegavano sempre meno la farina di castagne perché pronte ad impostare altri tipi di piatti

La raccolta, nel 2007, fece registrare un calo sempre più accentuato e si arrivò soltanto a 600mila quintali in tutta Italia. Quest’anno, nel solo territorio compreso tra le Prealpi lombarde e l’Oltrepò, la produzione risulta addirittura dimezzata: 13mila quintali contro i 25mila circa degli anni precedenti. Colpa di un’estate piovosa oltre misura, soprattutto nei mesi di maggio e di giugno, quando gli alberi erano in fiore, e poi l’imperversare di un insetto killer, la vespa cinese (il Cinipide), che rallenta e quasi blocca la crescita dei frutti.

La Regione ha avviato una serie di misure per combattere questo dannosissimo insetto, ma, secondo gli esperti, i buoni risultati di questa campagna potranno essere notati soltanto fra alcuni anni.

Amara conseguenza: il consumatore arriva a pagare le castagne su livelli mai riscontrati: 8/9 euro al chilo, in pratica quasi un raddoppio rispetto agli scorsi anni. E alcuni oratori della città, facendo male i propri conti, non hanno potuto recuperare nemmeno le vive spese nel distribuire questi frutti a prezzi troppo modici…

 

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