AMALIA MORETTI FOGGIA: MEDICO E…CUOCA

di Carlo Radollovich

Questo straordinario personaggio nasce a Mantova nel maggio del 1872,  ma sarà presto considerata milanese d’adozione.

Dopo aver frequentato le scuole medie e il liceo decide di non iscriversi alla facoltà di farmacia, contravvenendo al desiderio dei suoi genitori, titolari di una farmacia da alcune generazioni.

Frequenta invece Scienze Naturali presso l’università di Padova e si laurea a soli ventitre anni.  Conosce in seguito un attraente assistente di anatomia e la simpatia provata per questa persona si fonde con l’apprezzamento imprevisto per la medicina.

Risolta senza traumi la sua storia con il giovane medico, si trasferisce a Bologna. Qui si impegna severamente nello studio presso la facoltà di medicina e consegue la laurea nel 1898 con il massimo dei voti. Non è vista di buon occhio dai colleghi (una donna dottoressa, a quei tempi, era quasi improponibile), ma Amalia non si perde d’animo.

Prosegue le sue esperienze cliniche con il celebre professore Augusto Murri, uno dei più illustri medici di quegli anni, il quale intravede in lei una persona di grandi capacità e le offre un incarico nel settore pediatrico presso l’ospedale di Firenze.

Ma, nel giro di pochi mesi, Amalia Moretti lascia Firenze e parte per Milano, ove concentra l’attenzione non soltanto sulla propria attività di medico (si distingue nella lotta contro la tubercolosi), lanciandosi pure nel sociale e sui valori che scaturiscono dalla famiglia.

Malgrado la sua agenda così fitta di impegni, riesce ad innamorarsi e si sposa in tempi piuttosto brevi con un certo Domenico Della Rovere che la affiancherà con dedizione in molte delle sue variegate intraprendenze professionali.

Amalia e Domenico ospitano spesso a casa loro personaggi di spicco e tra questi Eugenio Balzan, il noto direttore amministrativo del Corriere della Sera. Egli incarica Amalia di gestire una rubrica medica settimanale sulla Domenica del Corriere, adottando lo pseudonimo “Dottor Amal”. Ebbene sì, è costretta a camuffarsi perché la figura femminile, in medicina, non riesce ancora a sfondare, malgrado il 1927 sia già alle porte. Amalia offre ai lettori importanti suggerimenti, a tutela della salute e della sana alimentazione.

A proposito di quest’ultimo campo, siamo nel 1928, la dottoressa si tramuta in…nutrizionista-cuoca, gestendo una rubrica dedicata alla salutare cucina familiare. Si diffonde in tal modo la “Cucina Petronilla”, seguita da numerose, affezionate lettrici.

Amalia non si stanca di elaborare azzeccate ricette, anche durante il secondo conflitto mondiale e i suoi consigli culinari saranno stampati anche nei decenni a seguire.

E’ incredibile ! Una donna medico viene assai apprezzata anche in cucina. Ma in molti non dimenticano la scrupolosa dottoressa e ricorrono a lei presso l’ambulatorio pediatrico di Porta Venezia, ove sarà attiva per più di quarant’anni. Visita amorevolmente i piccoli pazienti e dispensa alle loro mamme preziosi suggerimenti, a tutela della salute.

Ammalatasi nel corso dei primi mesi del 1947, abbandona per sempre bimbi indisposti e affezionati “chef” nel luglio dello stesso anno.

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