PARCO SOLARI: CONTESTATO IL CANTIERE PER LA M4

 

 

Un’area superiore ai quattro ettari, un autentico polmone verde per l’intero quartiere (sempre più strangolato dal cemento), meta di mamme e di ragazzini nei pomeriggi assolati e non solo, potrebbe subire nei prossimi mesi un sensibile depauperamento per effetto di un maxicantiere relativo alla M4, da crearsi in loco.

Ieri pomeriggio, più di mille persone hanno vibratamente protestato nel parco, contestando una modifica del progetto originario, legato alla futura nascita di una stazione della metropolitana, progetto che non prevedeva assolutamente il collocamento nel parco delle ingombranti “talpe”, come si sa indispensabili per lo scavo del terreno.

Il cantiere raggiungerebbe i trenta metri circa di profondità, i settanta di lunghezza e ventisette di larghezza e diventerebbe operativo tra le vie Foppa, Caravaggio, Dezza e Montevideo, proprio a ridosso del parco Solari.

La contestazione dei cittadini (un migliaio, come si accennava) si estende anche via Internet e i sostenitori della protesta hanno quasi raggiunto il numero di tremila.

E che dire dei centotrenta alberi che il cantiere metterebbe a rischio ? In molti stanno ricorrendo anche al FAI (Fondo Ambiente Italiano) nel tentativo di non arrecare danni irreparabili al verde dell’area.

Per il prossimo mese (domenica 9 novembre), si svolgerà un’ulteriore manifestazione, alla quale parteciperanno semplici cittadini, ma anche esercenti che si vedono sin da ora penalizzati dalle varie fasi lavorative inerenti l’operazione descritta. Con l’occasione si esternerà un’ulteriore preoccupazione, ossia gli eventuali pericoli derivanti dal fiume Olona che scorre proprio sotto il parco.

Ma anche i costi di tutta l’operazione “maxicantiere”, operazione che stravolge il progetto originario, non sono da sottovalutare e ci si chiede se non sia il caso di tentare vie alternative per realizzare risparmi.

Ma sul definitivo progetto, l’assessore al Commercio Franco D’Alfonso, sempre ieri, rilasciava dichiarazioni improntate alla cautela, precisando anzi che ancora nulla di definitivo è stato deciso in proposito.

Insomma, da parte dei residenti, si auspica soprattutto che le invadenti “talpe” meccaniche non vengano ospitate sul territorio e che questo graziosissimo parco, realizzato nel 1935 dall’architetto Enrico Casiraghi, comprendente anche alberi di alto fusto come l’acero di monte, il faggio, il platano, il pioppo, il mirabolano, possa essere salvaguardato in tutta la sua interezza.

Carlo Radollovich

 

 

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