LA FONTANA DELLE QUATTRO STAGIONI

di Carlo Radollovich

A mezzogiorno di domani 15 ottobre, dopo sei mesi di lavori dedicati al suo restauro, la fontana delle Quattro Stagioni, collocata in piazzale Giulio Cesare e così battezzata per le statue vicentine presenti, ricalcate su originali del Settecento, sarà finalmente restituita ai milanesi con una cerimonia alla quale parteciperà il vicesindaco Ada Lucia De Cesaris nonché la Sovrintendenza e i vertici di CityLife.

Opera in stile liberty del 1927, realizzata da Renzo Gerla (lo stesso architetto che, prima del secondo conflitto mondiale, aveva eretto l’Istituto Magistrale Virgilio, il palazzo degli Uffici Comunali e restaurato il Giardino della Guastalla), era stata a suo tempo giudicata di “notevole interesse pubblico” da parte della Regione Lombardia.

Tuttavia, oltre agli indispensabili lavori di rifacimento, la fontana era stata dismessa cinque anni fa anche perché divoratrice di tonnellate d’acqua. Basti pensare che il suo mantenimento, per l’immissione del prezioso liquido, costava al Comune una cifra elevatissima: circa mezzo milione di euro all’anno. D’ora in poi, per contro, si limiterà a riciclare l’acqua.

Ma vi sono ulteriori novità anche per quanto riguarda lo spazio posto alle spalle della fontana. Sarà infatti provvisoriamente destinato alla cittadinanza maggiore spazio dedicato al verde: In effetti, alcune aree soggette al cambiamento intercorso per il progetto delle costruzioni residenziali CityLife (una proroga dei lavori dell’azienda è stata fissata al 2023), queste saranno dedicate a prati, arbusti e ad alberi di media grandezza, per la gioia dei milanesi. Il parco avrà una dimensione pari a 160mila metri quadrati e potrà essere interamente attraversato a piedi.

Verrà realizzato anche il Parco delle sculture (laddove era originariamente previsto il Museo di Arte contemporanea), mentre è già stata effettuata una radicale bonifica per quanto riguarda l’amianto su tutta l’area di CityLife.

Peccato che i “gioielli” descritti più sopra, fontana a parte, non potranno abbellire la nostra città in occasione dell’Expo 2015. Sarebbero stati un ulteriore, gradito omaggio per i milioni di turisti e di operatori che giungeranno a Milano tra meno di sette mesi.

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