Canova: Napoleone, il dominatore nudo, restaurato

di Ugo Perugini

Napoleone – Marte pacificatore – torna in piedi sul suo basamento a presidiare l’ingresso del palazzo di Brera, al centro del Cortile d’onore, ripulito e sistemato. Il restauro è durato esattamente un anno, secondo la tempistica prevista. Il denaro investito ha coperto tutte le spese, senza extra imprevisti. Già queste potrebbero essere due notizie importanti e decisamente controcorrente ai nostri giorni.

Ma anche il modo in cui si è svolta l’operazione di restauro può essere definita esemplare, in quanto è avvenuta sul posto e davanti allo sguardo dei visitatori che hanno potuto seguire passo dopo passo l’evoluzione dei lavori: dopo tre mesi in cui la statua è rimasta in verticale per essere sottoposta a diverse analisi diagnostiche, i tecnici l’hanno posta in orizzontale per sei mesi, lavorando sulla sua superficie, all’interno di strutture trasparenti. Per poi riportarla in assetto verticale. Operazioni, delicatissime, seguite, come dice la Sovraintendente di Brera, Sandrina Bandera, sempre con viva apprensione.

Il ringraziamento principale per il buon esito del lavoro di restauro va a chi ha messo di tasca propria il contributo, cioè Bank of America Merrill Lynch, la cui filosofia in questi interventi è quella di aumentare la consapevolezza da parte del pubblico del valore dei beni culturali di cui una comunità dispone e della necessità di conservarli, perché il patrimonio artistico possa rappresentare anche in futuro un momento di condivisione e di educazione per tutti.

Un primo piano di Napoleone in veste di Marte pacificatore
Un primo piano di Napoleone in veste di Marte pacificatore

Naturalmente, un lavoro del genere non sarebbe stato possibile senza chi il restauro l’ha progettato e diretto, cioè il dottor Daniele Pescarmona, coadiuvato da un gruppo di restauratori guidato da Mario Colella. Napoleone aveva assoluto bisogno di una sistemazione, visti i danni causati da fattori meteorologici e dall’inquinamento, oltre a problemi statici del basamento.

Gli interventi operati si sono avvalsi di strumentazioni molto sofisticate, come la scansione a 3D, i bisturi e  un laser per la pulitura più selettiva, e ha coinvolto tre enti e più di quaranta ditte e professionisti per un totale di 62 persone. Sempre previsto nel budget, è stato programmato un costante monitoraggio delle condizioni del monumento per i prossimi due anni.

Napoleone meritava di tornare a splendere anche perché fu lui a istituire nel 1809 la Real Galleria di Brera. Ma a parte queste considerazioni, il bronzo di Canova resta pur sempre un esempio tra i più espressivi della rappresentazione di certi canoni della bellezza classica. Alla storia del monumento a Napoleone e al suo restauro, Skira dedicherà un catalogo di prossima pubblicazione.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *