Expo 2015: il terrorismo potrebbe approfittarne

di U.P.

E’ un momento davvero complesso a livello internazionale: venti di guerra si sentono un po’ dovunque, soprattutto nei Paesi più poveri, con una pericolosa escalation dei livelli di scontro.

Gruppi armati, attivi e operanti non solo in Medio Oriente, ma anche in zone di Africa e Asia, si espandono sempre più. Gli scontri causano morti prevalentemente tra i civili – pensiamo a Gaza dove l’80% dei palestinesi uccisi sono donne e bambini. Senza dimenticare la Libia, la Nigeria, mentre è ancora difficile stimare il numero di vittime nelle zone irachene e siriane. A creare ulteriore tensione la crisi Ucraina che ha incrinato le relazioni tra Nato e Russia.

Insomma, ci troviamo di fronte a un momento delicatissimo a livello politico internazionale, oltre che di fronte a una catastrofe umanitaria di enormi dimensioni, mentre comincia a farsi sempre più concreto il pericolo di azioni terroristiche che possono coinvolgere anche i nostri Paesi, dove spesso si osservano questi focolai di guerra come se non ci riguardassero e non coinvolgessero per nulla la nostra vita quotidiana.

Sappiamo bene che i terroristi nelle loro azioni desiderano avere la maggiore risonanza possibile. Ecco perché un evento di portata internazionale come l’Expo 2015 a Milano potrebbe essere una opportunità da sfruttare per gli esponenti dell’Isis, gli jihadisti sunniti dello Stato Islamico e altri gruppi. Lo stesso Ministro degli Esteri, Federica Mogherini, ha parlato di minaccia anche per il nostro Paese.

E’ vero che al momento non ci sono rischi concreti di attentati ma è anche vero che l’attenzione deve restare alta. Il Dipartimento di pubblica Sicurezza in una informativa a prefetti e questori, parla infatti già di “allerta sugli obiettivi sensibili. Ovvero ambasciate e consolati, luoghi di aggregazione e di culto, stazioni, porti, aeroporti e agenzie di viaggio”.

A Milano, in particolare, l’attenzione e la vigilanza si concentrano sui «monumenti simbolo della cristianità e della cultura ebraica» e i «luoghi di aggregazione di massa» come il Duomo, la Stazione Centrale, le fermate della metropolitana, il consolato americano di largo Donegani e la sinagoga di via Guastalla.

Una minaccia, quella del terrorismo, che in città potrebbe diventare più concreta anche in vista di Expo 2015, che inevitabilmente accenderà i riflettori internazionali sulla metropoli. Le opposizioni si sono già mosse chiedendo se esista un piano strategico per prevenire e contrastare il rischio terroristico e se siano state adottate le misure necessarie in collaborazione con il Governo e con gli organismi preposti alla sicurezza.

Ci auguriamo che le istituzioni sappiano intervenire in tempo e con la necessaria sobrietà in modo da garantire la sicurezza dei cittadini e dei visitatori della grande Kermesse del prossimo anno.

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