TOPI IN ALCUNE STAZIONI MILANESI

di Carlo Radollovich

I ratti sono roditori assai prolifici (la gravidanza si completa in sole tre settimane), possiedono denti incisivi della durezza superiore all’iridio (provocano danni a cavi elettrici e persino a tubature in plastica) e soprattutto si nutrono di qualsiasi tipo di rifiuti.

È stata forse la presenza di scarti domestici, di residui di cibo o di altre sostanze alimentari ad incrementare ancor più il numero di topi nelle stazioni ferroviarie di Lambrate, Garibaldi e Cadorna. Molti cittadini avevano vivacemente protestato per questi sgraditi animali che si notano in diversi luoghi, ma non potevano supporre che anche alcune stazioni milanesi, tra le più rappresentative, fossero prese d’assalto da ospiti con la lunga coda priva di peli.

Purtroppo, a dieci mesi circa dall’inaugurazione dell’EXPO 2015, è quasi incredibile immaginare che tale spettacolo di degrado e di sporcizia possa far inorridire (speriamo di no) i nostri futuri ospiti, siano essi italiani o stranieri.

Il Comune di Milano ha preso nota di questo pesante disagio (che coinvolge non solo le stazioni citate, ma anche diverse aree urbane) e assicura che la derattizzazione è a tutt’oggi in corso in più punti cittadini.

Si ringraziano le autorità per la loro presa di posizione, ma qui occorre impostare una radicale campagna anti-topo, che possa risultare ancor più determinata e impegnata, con il fermo proposito di eliminare al tempo stesso la grande sporcizia particolarmente presente a Lambrate, ove cartacce, lattine e scarti vari non si contano più, senza citare i disgustosi olezzi di orina che “condiscono” il tutto.

Alla stazione Garibaldi sembrerebbe che le cose procedano meglio sotto il profilo animale, ma è penoso osservare qui diversi senzatetto che fanno uso delle panchine non per riposare un poco o per semplici soste, bensì per dormirci. Inutile aggiungere che il Comune dovrebbe agire con urgenza nei confronti di coloro che, in un luogo pubblico, bivaccano o, peggio, si ubriacano.

Per poter svolgere un servizio ottimale, si afferma da più parti che occorrerebbe un maggior numero di agenti. Ma anche la Polizia ferroviaria, peraltro già molto impegnata su altri fronti, dovrebbe compiere un ulteriore sforzo, cercando di dare una mano in più per tentare di risollevare il quadro descritto, decisamente desolante e penalizzante.

 

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