Attenti al rischio infezione nelle piscine

Chi non si può permettere di fare qualche giorno di vacanza sulle spiagge, può frequentare le piscine di Milano, che sono diverse e ben attrezzate. Ma la domanda che ci poniamo è: sono sicure dal punto di vista igienico ambientale?

Anche in questo settore, esistono delle precise normative, o meglio degli accordi, il primo tra Stato e Regioni del gennaio 2003 e il secondo interregionale del dicembre 2004, per la tutela della salute nelle piscine.  Tra i vari controlli previsti: qualità dell’acqua, temperatura, quantità di cloro, tempi di trattamento, ecc.

Bisogna sapere che le piscine vengono sottoposte a controlli interni che si basano soprattutto su alcuni principi importanti: analisi dei potenziali pericoli igienico sanitari, con particolare attenzione alla prevenzione di fenomeni di legionellosi (grave infezione che colpisce l’apparato respiratorio), e per la sicurezza dei bagnanti e dei frequentatori. Naturalmente, oltre ai controlli interni, esistono quelli operati dalle ASL che verificano se le prescrizioni e i provvedimenti necessari a tutelare la salute pubblica vengono rispettati.

Ma tutto questo non basta. Come in ogni attività alla quale partecipa una comunità di individui dovrebbe scattare in ognuno di essi il senso di responsabilità per evitare che un momento di relax e di piacere, come il soggiorno in una piscina, possa trasformarsi in un problema, spesso anche grave. Per questo ci permettiamo di dare alcuni suggerimenti di buon senso, banali talora, ma che possono aiutare dal punto di vista di prevenzione igienica.

Una piscina molto frequentata
Una piscina molto frequentata

Non camminate mai scalzi negli spogliatoi e a bordo piscina. Eviterete rischi di contagio come micosi, piede d’atleta o virus che possono causare verruche.

Fate sempre una doccia prima di entrare in acqua. Lavate il corpo e soprattutto i piedi, che come abbiamo visto sono portatori di funghi e altri microorganismi.

Se potete usate i tappi per le orecchie. L’acqua della piscina penetrando nelle orecchie può creare infezioni (otiti esterne). Se invece non avete i tappi, cercate di scrollarvi bene l’acqua penetrata nelle orecchie appena usciti dalla piscina.

 Fate attenzione alle ferite aperte. Sarebbe meglio non immergersi in acqua se avete ferite aperte. Nel caso lo vogliate fare, applicate alla ferita un cerotto resistente all’acqua: sia per evitare di infettarsi che di contagiare altri.

Evitare la piscina se non si sta bene. Chi ha qualche malattia in corso, ad esempio patologie cutanee, respiratorie, dissenteria, è preferibile che non frequenti la piscina.

Mettete sempre la cuffia. Forse qualcuno la ritiene antiestetica, ma la cuffia è importante sia perché i capelli persi vanno a intasare il filtro della piscina sia perché rappresentano un substrato favorevole allo sviluppo di parassiti.

Gli occhi vanno sempre protetti. Anche in questo caso, il suggerimento di indossare gli occhialini risponde allo scopo di proteggere gli occhi da irritazioni o congiuntiviti. 

Prima di uscire dalla piscina, fate sempre una bella doccia. Un lavaggio energico, seguito da una asciugatura completa, soprattutto piedi, gomiti e ginocchia, aiuta a tonificare il corpo e protegge da eventuali funghi.

 E ora buon bagno a tutti!

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