DOVE I WRITER POTRANNO LIBERAMENTE ESIBIRSI

di Carlo Radollovich

Grazie al Comune di Milano, gli “appassionati” italiani, ma anche quelli che giungeranno dall’estero, potranno disporre in città di un centinaio di muri (più avanti saranno specificati dettagliatamente), ove poter dare sfogo liberamente alle proprie fantasie pittoriche. Questa misura sarebbe in grado di salvaguardare almeno una parte degli edifici milanesi, troppo spesso presi di mira da coloro a cui piace dipingere, ma anche da chi desidera fare dello scarabocchio la propria bandiera.

Verranno fissate in ogni caso multe ancora più salate per chi, incurante di qualsiasi bon ton civico, continuerà imperterrito a deturpare le nostre case, imbrattando pure, con incredibile vandalismo, i monumenti storici della città. Gli incassi ricavati saranno utilizzati per far fronte alle spese di ripulitura degli edifici sporcati. Infatti, graffiti e scarabocchi costano al Comune migliaia di euro. Basti ricordare la rimozione degli schizzi selvaggi sulla Palazzina Liberty di largo Marinai d’Italia, costata non poco. Ora, dopo tempi relativamente lunghi, è ritornata allo splendore di alcuni mesi fa, facendo dimenticare ai cittadini tutti gli obbrobri grafici di cui era stata ricoperta. Alleata del Comune, si è rivelata nella circostanza l’Amsa, disponibile nel contribuire a ripristinare, per il decoro cittadino, un monumento di tale importanza.

Esiste ora una novità in tema di protezione dei muri, novità che verrà prossimamente sperimentata sulla stessa Palazzina Liberty: è in arrivo da Barcellona una speciale vernice, ossia una sorta di pellicola recentemente creata, che dovrebbe consentire in futuro, dopo applicazione, una pulizia assai veloce delle superfici esterne. La sperimentazione sarà eseguita a titolo gratuito da una ditta spagnola in collaborazione con il personale del nucleo di intervento rapido (Nuir). Se i risultati ottenuti si riveleranno positivi, come si ritiene, l’applicazione si estenderà gradualmente a numerosi edifici pubblici.

Ma a proposito dei muri destinati liberamente alle opere dei writer, non tutti sono d’accordo a Palazzo Marino. Diversi consiglieri affermano che questa promozione altro non provocherebbe che il desiderio da parte di ulteriori imbrattatori nel proseguire la loro opera diseducatrice. Altri sostengono che, indipendentemente dalla novità proposta, esistono in città alcune centinaia di edifici che attendono di essere ripuliti. Quest’ultimo stato di apprensione è senz’altro condivisibile, considerato che, in occasione dell’inaugurazione di Expo 2015, si vorrebbe che l’intera città risultasse completamente ripulita da detestabili scarabocchi, auspicando in tal modo che il nostro “biglietto da visita” per l’importante manifestazione non possa mai presentarsi gualcito o comunque sciupato.

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