Domodossola: Collezione Poscio, arte come passione

di Ugo Perugini

Alessandro Poscio era un imprenditore edile di successo, uomo concreto e diretto ma di grande sensibilità e, soprattutto, appassionato d’arte. E’ morto poco più di un anno fa e il suo desiderio, raccolto amorevolmente dalla moglie Paola, di condividere con la gente la bellezza delle opere che costituivano la sua ricca collezione, ora finalmente è diventato realtà.

Proprio al centro di Domodossola, nel palazzetto De Rodis, di origine medioevale – ristrutturato con estrema cura, a partire dai loggiati che si aprono su un “pozzo” verticale interno, dando respiro all’intera struttura – si è aperta la Mostra che vede l’esposizione di ben 110 opere raccolte dai coniugi Poscio e che resterà aperta fino al 31 gennaio 2015.

Il curatore della Mostra, Michele Bonuomo, e  Paola Poscio, moglie di Alessandro
Il curatore della Mostra, Michele Bonuomo, e Paola Poscio, moglie di Alessandro

E’ stata la profonda amicizia di Alessandro con il pittore Carlo Fornara a fargli apprezzare l’arte e comprendere quale giacimento di visioni, linguaggi, sentimenti ed emozioni poteva scaturire da questo mondo. Di qui nasce la sua grande passione per il collezionismo. Una passione non fine a se stessa, intesa come status symbol, né come accaparramento a scopi di investimento.

Dice bene il curatore della mostra, Michele Bonuomo, Alessandro Poscio disponeva di denaro per acquistare ad esempio un “Modigliani” ma nelle sue scelte metteva in primo piano il suo gusto, la sua sensibilità, l’amore per la sua terra di origine. Il che non significa attenzione esclusiva ai pittori localistici. Tutt’altro.

D’altra parte, Domodossola e le sue valli, con l’apertura della strada napoleonica del Sempione, divennero un  nodo strategico di passaggio tra l’Italia e l’Europa, soprattutto la Francia, di pittori importanti che lasciarono tracce durature e favorirono la nascita di vere e proprie scuole.

Francesco Messina
Francesco Messina

A testimoniare quanto sopra i nomi degli artisti le cui opere sono presenti alla Mostra: da Carlo Fornara ai pittori Vigezzini (della Valle Vigezzo) come Enrico Cavalli, Giovanni Battista Ciolina, Lorenzo Peretti Junior, Gian Maria Rastellini. Ma anche nomi più altisonanti come John Constable, Giovanni Fattori, Giuseppe De Nittis, Pompeo Mariani, Telemaco Signorini. Ai quali si aggiungono Francesco Hayez, Ottone Rosai, Giorgio de Chirico e scultori come Francesco Messina, Leonardo Bistolfi, senza dimenticare i disegni di Jacques-Louis David, Filippo De Pisis, Scipione e Domenico Induno.

C’è, a ben guardare, un filo rosso che unisce le scelte compiute nei decenni da Alessandro Poscio nell’arricchire la sua collezione. Sentiamo le parole stesse di Alessandro, che definiva il suo interesse per l’arte “appassionata incompetenza”: “Paesaggi e volti, la bellezza intensa e struggente delle cose, perfezioni provvisorie in cui l’io si immerge e pare afferrare il segreto dell’esistenza, unicità dell’istante di un ordine cosmico.”

Federico Zandomeneghi. Il mattino
Federico Zandomeneghi. Il mattino

Ora questa splendida collezione, vista e apprezzata fino a poco tempo fa dai soli suoi amici e intimi, ora è a disposizione di tutti. Ed è un’occasione da non perdere. Ancora una volta, i fatti dimostrano che spesso la sensibilità disinteressata dei privati arriva laddove quella statale latita. Ecco perché un avvenimento come questo deve rappresentare un esempio da seguire, importante in questi periodi di crisi in cui sembrano prevalere l’avidità e l’egoismo.

Mostra presso Casa De Rodis, piazza Mercato 9, Domodossola, ingresso libero: sabato e domenica dalle 10,00 alle 19,00 (altri orari su prenotazione). Per informazioni tel 3477140135.

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