SI FUMA SEMPRE DI PIU’, PURTROPPO

di Carlo Radollovich

Il sultano ottomano Murad IV (1612 – 1640), uomo dalla personalità assai forte e decisa, lottò con forza contro gli alcolici e soprattutto contro il fumo. Era il momento in cui il tabacco, importato in Turchia in quantitativi sempre più massicci (ai primi del Seicento), stava “apprezzandosi” oltre misura tra la popolazione. E’ pertanto probabile che il famoso motto “fumare come un turco”, coniato in Occidente, fosse nato proprio in quegli anni.

Murad non andò tanto per il sottile e impose severe condanne per tutti coloro che fossero stati sorpresi a fumare. E le drastiche misure influirono senza dubbio sul contenimento del vizio, purtroppo diffusosi ampiamente dopo la sua morte. Non sappiamo se i duri provvedimenti emessi dal sultano possano essere applicati ancora oggi, ma è certo che, considerato il consumo medio giornaliero di sigarette aumentato a Milano del 14% rispetto al 2013, dovrebbe far riflettere tutti i milanesi, non solo i fumatori abituali, ma anche le persone che stanno loro vicini, invase dal fumo passivo.

L’indagine di un importante istituto di ricerche, effettuata su 600 cittadini milanesi, mette in evidenza che mentre nel 2013 si accendevano 10,5 sigarette giornalmente, ora se ne aspirano 12. Spiacevole ammettere che anche le donne vengono maggiormente attratte dalle “cicche”: raggiungono infatti una media di 11,4 sigarette al giorno, abbastanza vicina a quella degli uomini (12,7). Poco edificante anche il risultato relativo a coloro che decidono di smettere: nel 2013 esprimevano tale auspicio il 33% delle persone, ora soltanto il 23%. Si riteneva inoltre che l’effetto delle sigarette elettroniche potesse rappresentare un valido e positivo deterrente, ma non è così: i cittadini interpellati sono convinti che il vizio non possa assolutamente diminuire ricorrendo a tale mezzo. Insomma, poca attenzione nei confronti dei nostri polmoni. E i giovani ? Anche se non in possesso di statistiche precise, essi vengono sempre più attratti dalla sigaretta, considerandola addirittura innocua o poco pericolosa.

Ci auguriamo che le nostre istituzioni, in modo particolare il mondo della scuola, possano spendere un’ulteriore parola contro il fumo e contro tutte le dipendenze in generale. La nostra salute, in particolare quella dei più giovani, deve essere tutelata in modo ancora più radicale.

 

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