IL DOPO MORSI: VOTO DEGLI EGIZIANI A MILANO

di Carlo Radollovich

Disciplinata e composta, una lunga fila di elettori ha pazientemente atteso in via Timavo, una traversa di viale Sondrio, prima di esprimere il proprio voto presso il Consolato. Si è voluto dare una vera prova di maturità, senza borbottii e tanto meno voci ad alto volume. Solo bandiere e foto scattate tra la gente. Con tale comportamento, decisamente impeccabile, ma soprattutto quieto e tranquillo, le persone qui convenute hanno forse voluto rivolgere, seppure indirettamente, un invito alla moltitudine di turisti persi in questi ultimi due anni a causa delle ben note agitazioni verificatesi nel Paese, un invito a ritornare a frequentare le località turistiche egiziane e anche a investire di nuovo con capitali europei.

In loco sono state predisposte le più valide misure di sicurezza da parte dei servizi di controllo egiziani unitamente a qualche camionetta della Polizia italiana. Si prevede che il sostegno degli elettori vada consistentemente all’ex capo delle forze armate Abdel Fattah al Sisi, superando così l’altro leader, Hamdine Sabbahi. Va ricordato infine che il sistema di voto adottato è stato definito più che moderno. Hanno infatti presentato al seggio un documento munito di codice elettronico che metteva direttamente in contatto l’elettore con gli archivi generali situati in Egitto. In altre parole, non appena espresso il voto, il possessore del documento risultava opportunamente “defalcato” eliminando così qualsiasi eventualità di votare una seconda volta. E pensare che gli italiani si recano alle urne con una vecchia tessera elettorale non certo elettronica, ma ancora cartacea…

 

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