Piazza Castello pedonalizzata: dubbi, critiche, proposte

di U.P.

Interessante e animato incontro, il 13 maggio, alla Triennale sul tema riguardante la chiusura al traffico di piazza Castello. L’assessore del Comune alla Mobilità, Ambiente, Metropolitane, Acqua pubblica ed Energia Pierfrancesco Maran si è confrontato con gli architetti Riccardo Marini (Gehl Architetts), Italo Rota e numerosi cittadini che hanno avanzato critiche e proposte sulla recente pedonalizzazione di piazza Castello.

L’Assessore ha tenuto a precisare che il processo di pedonalizzazione non è ancora avvenuto in modo definitivo ma è in corso d’opera, quindi, almeno ipoteticamente, ancora passibile di eventuali ripensamenti. L’operazione va intesa come un esperimento. Certamente, l’obiettivo è quello di sfruttare l’opportunità dell’Expo per creare una piazza che non sia più soltanto un parcheggio di pullman ma torni ad essere un luogo vivibile da parte dei cittadini a piedi o in bicicletta, quindi senza auto. A Milano, mancavano spazi di grandi dimensioni da adibire a manifestazioni di larga portata. Questa soluzione si oppone alla logica della programmazione che in passato ha dimostrato più volte i suoi limiti. L’assessore si riferisce, ad esempio, alla prossima apertura del tunnel di Gattamelata che doveva servire la Fiera che nel frattempo è stata spostata a Pero. Oppure alla Metropolitana 5 che si sta rivelando un doppione della già esistente tramvia. Quindi, basta con la programmazione e avanti con la sperimentazione.

L’architetto Marini, nel suo originalissimo slang anglo/senese, ha cercato di dimostrare come lo sviluppo urbano di una città vada condiviso con i cittadini e come il cambiamento delle abitudini, compreso l’abbandono dell’uso di auto nel centro,  sia un’operazione lenta che va introdotta pian piano in modo che, come per l’uso del cellulare, finisca per essere accettata da tutti. Cosa già avvenuta in città come Copenhagen, dove gli abitanti hanno capito la necessità di ridurre drasticamente l’uso dell’auto per viaggiare in città. Altro problema riguarda gli amministratori comunali che molto spesso non sono in grado di coordinare tra loro i vari interventi sulla città, cosa che non permette di avere una visione di insieme in grado di creare i giusti equilibri tra le varie componenti del territorio, l’efficienza delle strutture, il verde, lo spazio, la mobilità sostenibile,ecc.

Anche l’architetto Rota riflette su quale tipo di immagine della città abbiano i milanesi. Cosa non semplice da capire. Ad esempio piazza Gae Aulenti rappresenta la modernità, piazza della Repubblica il XX° secolo, ma anche altre zone meno prestigiose, tipo Quarto Oggiaro o Quartiere QT8, hanno, per i cittadini che vi abitano precisi valori, legati alle loro memorie inconsce. Si dovrebbe favorire un interscambio maggiore tra le varie parti della città. Anche l’automobile, in un certo periodo, faceva parte dell’arredo urbano e costituiva un valore estetico. Rota ricorda che piazza Duomo diventava una passerella per vedere sfilare le auto particolarmente prestigiose. Né gli architetti dovrebbero dimenticare che le persone sono abitudinarie e, anche a costo di intasarle, spesso percorrono le stesse strade anziché preferire percorsi alternativi. E’ peraltro convinto che oggi l’auto in città non sia più importante. Basti pensare a quel che è accaduto a Shangai, chiusa al traffico per 12 giorni a causa dell’inquinamento atmosferico. L’importante è che non prevalga l’idea egoistica che si debba fare tutto “ma non nel mio giardino”.

Le piramidi dell'Expo Gate
Le piramidi dell’Expo Gate

Da parte dei cittadini molti sono stati gli interventi critici. Alcuni hanno lamentato la poca pulizia, il rumore, gli odori sgradevoli, causati dai mercati di piazza Castello con espositori spesso di bassa qualità che hanno ridotto una piazza storica a livello di un suk. Qualcuno, al loro posto, suggerisce installazioni artistiche. Non sono mancate le critiche, soprattutto estetiche, alle due piramidi dell’Expo Gate.   Molti poi i rilievi per l’aumento del traffico nelle vie limitrofe a piazza Castello dopo la sua pedonalizzazione con la proposta alternativa di chiudere piuttosto Foro Bonaparte. Tante le lamentele anche per chi in zona ci lavora e ha difficoltà nella consegna e nel ritiro merci, anche se i corrieri sembra si stiano attrezzando con l’uso di mezzi elettrici. Positivo poi il rilievo di ampliare il numero delle toilette a disposizione di chi frequenta la piazza. Qualcuno, sintetizzando il concetto, ha sostenuto che è giusto sperimentare ma ciò non deve significare improvvisare.

L’Assessore ha comunque ringraziato per il contributo di idee, segnalando che vi saranno altri incontri del genere per comprendere e gestire le posizioni contrarie, non certo per stigmatizzarle, cercando di cogliere in ognuna di esse quello che c’è di buono con l’obiettivo di rendere piazza Castello non solo bella per chi ci abita ma anche per chi viene a visitarla da tutto il mondo.

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